A testa alta Maria, dipendente in una gaming hall, dice la sua sul valore delle sale giochi.

“Sono Maria, ho 42 anni e lavoro in una gaming hall da 17 anni. La società per la quale lavoro ha centinaia di dipendenti che come me stanno a casa, senza stipendio, in attesa di aiuto che non arriva. Il mio è un lavoro come tanti che mi ha permesso di sposarmi, formarmi una famiglia e vivere dignitosamente con tutti i sacrifici che comporta lavorare in questo settore. Si perché noi lavoriamo quando la maggior parte delle persone fanno festa e si divertono anche grazie a noi! Si perché le sale gioco non sono un luogo ‘di perdizione’ come dicono in tanti, ma anche un posto di ritrovo per tante persone sole che vengono a passare qualche ora in compagnia e vedono in noi dipendenti quasi la loro famiglia. Diamo voce alle migliaia di dipendenti che lavorano nelle gaming hall perchè anche noi abbiamo il diritto di continuare a lavorare dignitosamente come abbiamo sempre fatto!”.

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