A testa alta Manuel, lavoratore nel settore del gioco, esprime tutto il proprio disappunto per la considerazione fortemente negativa di cui gode il settore, che in realtà svolge un ruolo molto importante sia per le casse dello Stato che per la tutela della legalità.

“Buongiorno, mi chiamo Manuel e lavoro per una società che si occupa del gioco LEGALE. Scusate ma ho voluto precisare in grande la parola “legale” perché, a quanto apprendo in questi giorni, per alcuni politici non è chiaro che questo settore è onesto e dà lavoro a circa 150.000 persone in tutta Italia.

Viene quasi considerato come unico male del Paese e spesso chi ne parla non lo conosce ma preferisce fare solo mera propaganda, probabilmente per raccogliere qualche consenso quando le percentuali li danno in calo.

Oggi gli italiani, dalla politica, vogliono cose concrete e non propaganda che rischia di creare un danno nel danno.

Il mondo del gaming è fatto di persone, come altri mestieri, con figli, una famiglia, una o un compagno/a, paghiamo le tasse come tutti, abbiamo turni, molti di noi sono a diretto contatto con la clientela e spesso diventiamo una sorta di confidenti con cui parlare, sfogarsi o passare il tempo.

Le dipendenze fanno parte della natura dell’uomo, lo è il gioco come l’alcol, il tabacco, lo shopping ecc e non credo che la soluzione migliore possa risiedere nella lotta forzata iniziando una sorta di proibizionismo (la storia dovrebbe insegnare qualcosa, vedi Usa anni 20). Ci sono altri modi per “combattere” i disagi, aiutando le persone colpite dalle dipendenze con assistenza psicologica ed investimenti sulla sensibilizzazione (ad oggi già è in essere un numero di assistenza per i ludopatici). Di sicuro la soluzione non può e non dovrebbe essere quella di chiudere un settore intero, rischiando di farlo diventare illegale e alla fine far uscire lo Stato sconfitto e quindi tutti noi onesti cittadini, lasciandolo in mano alla criminalità.

Con questa mia vorrei sensibilizzare la riapertura in sicurezza di tutto il settore del gioco lecito, come stanno facendo gli altri settori commerciali, perché ad oggi non viene preso in considerazione, sarebbe un “atto d’amore””.

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