A testa alta Ciro racconta la sua storia di lavoratore onesto del settore giochi, titolare di un’agenzia, vittima di continue discriminazioni.

“Faccio questo lavoro dal 2011! Sono una persona che lavora dalle 9.30 alle 20.30, 7 giorni su 7! Ho una famiglia, ma la vedo poco, ho un figlio di 3 anni e lo vivo solo attraverso i filmati che mi manda mia moglie tutti i giorni. Quando va a prenderlo all’asilo, vanno al parco giochi o quando vanno a qualche festa di compleanno. Magari quando c’è un evento a scuola, ma solo tramite filmati o foto. Faccio una vita di solo lavoro.

Magari in estate ci sono quelle 2/3 settimane di vacanze e lì, come tutte le cose belle, il tempo passa con una velocità estrema. Il nostro lavoro è un lavoro come altri, ma con una differenza, si chiama discriminazione! Fa male lavorare, pagare le tasse, ma non avere gli stessi diritti. Oggi mi trovo come tante altre persone con agenzia chiusa, affitti da pagare, ma soprattutto senza un aiuto da parte di chi ci governa. Oggi un lavoratore con Partita Iva va in banca e con molte difficoltà può riuscire a ottenere il famoso prestito fino a 25mila euro! A me come ad altri che fanno il mio stesso lavoro le banche non aprono nemmeno il conto e questo fa male, ti fa sentire impotente, anche davanti alla famiglia, davanti a mio figlio di 3 anni che non vivo come dovrei, e probabilmente non potrò nemmeno dargli un futuro come dovrei, perché discriminando me discriminate anche la mia famiglia!”.

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