A testa alta Francesco, lavoratore nel settore del gioco, mostra i guadagni di una normale agenzia e quelli dello Stato.

“Vi scrivo per fare un po’ i conti in tasca allo Stato, visto che lui li fa a noi, e per far capire alla gente come si lavora, quanto ci guadagna un esercente e quanto invece lo Stato con il gioco.
Parto con l’elencare mediamente le spese mensili che una medio piccola agenzia ha.

Affitto locale 800 euro
Luce 300 euro
Internet 50 euro
Materiali di consumo 100 euro
Materiali per pulizia 100 euro
1 dipendente 1600 euro (stipendio piu tasse)
Contributi previdenziali P.iva 350 euro
Quotidiani 50 euro
Tassa rifiuti 50 euro
Sky commerciale 250 euro
Costi manutenzione attrezzature 100 euro
Manutenzione ordinaria e usura informatica 250 euro
Abbiamo un totale di 4000 euro di spese fisse.

Ora passiamo agli incassi medi di una agenzia che ha tutto o quasi, quindi organizzata bene, nei quali vi elencherò le giocate medie con i relativi guadagni dell’esercente e dello Stato.

Scommesse medie mensili 40000 euro, al 5% medio di guadagno per il gestore. Calcolando la media nazionale di payout all’80%. All’esercente vanno 2000 euro, allo Stato il 23% dell’utile, 1840 euro.

Gratta e vinci: per una vendita media mensile di 10000 euro di grattini, al gestore va l’8%, cioè 800 euro, allo Stato la restante parte, calcolando un payout del 75%, allo Stato restano 1700 euro.

Giochi virtuali, media giocato mensile 15000 euro. Il 4% del giocato al gestore, 600 euro quindi, allo Stato il 23% dell’utile, che calcolando un payout dell’80%, è di 690 euro.

Slot machine, o awp: media giocato mensile 40000 euro. Al gestore va il 4,5% del giocato, quindi 1800 euro, mentre allo Stato calcolando il payout del 68% va… il 23%! Cioè, su 40mila euro di giocato, prende 9200 euro!

Poi abbiamo i giochi online, poker, slot e giochi vari, mettiamo un forfait di 800 euro di guadagno per l’agenzia, e anche se nello specifico non conosco la tassazione precisa, più o meno altrettanti per lo Stato.

Abbiamo 6000 euro di entrate mensili, a fronte di 4000 euro di spese. Naturalmente i nostri guadagni verranno tassati a fine anno. Naturalmente abbiamo investito denaro per aprire l’attività, naturalmente ci lavoriamo anche noi per 12 o 13 ore al giorno, sabato e domenica inclusi. Naturalmente se le cose vanno male, ci rimettiamo i nostri soldi.

Allo Stato, che naturalmente non ha investito niente, che naturalmente non impegna neanche un minuto di lavoro nella nostra attività, che naturalmente non rischia una lira nell’attività, vanno 14230 euro, ai quali naturalmente si aggiungeranno le nostre tasse sui redditi di fine anno.

Ora vorrei dire a Crimi (M5S), che evidentemente non è molto pratico del settore, che chi ci guadagna spropositatamente non mi sembra essere l’agenzia. Evidentemente a lui avranno fatto vedere altri conti, ma la realtà è questa.

Un in bocca al lupo a tutti i lavoratori e gli imprenditori del settore da un vostro collega della provincia di Foggia”.

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