A testa alta Bruno, titolare di due agenzie scommesse nel Napoletano, racconta la sua storia e attacca lo Stato per la mancata ripresa delle attività di gioco.

“Non ci sto! Non ci sto ad essere criminalizzato, a essere colpevolizzato per mondi che non mi appartengono! Sono Bruno, ho due agenzie in provincia di Napoli, ho sempre rispettato lo Stato, pagato le tasse, portato avanti, insieme alla mia famiglia e alcuni dipendenti, le nostre due agenzie. Ho avuto contatti con la Camorra e in seguito ad atti di violenza non ho ceduto, anzi li ho denunciati e fatti arrestare! Oggi mi trovo a dover subire dallo Stato una violenza alla quale non ho possibilità di reagire, quella di aver soppresso il mio diritto al lavoro, lavoro che mi sono creato fra mille difficoltà e che dà sostegno alla mia e ad altre quattro famiglie. Io non ci sto a questa violenza che stiamo subendo, senza possibilità alcuna di recriminare, che ci sta portando al fallimento!”.

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