A testa alta Andrea, lavoratore in una sala bingo, racconta con orgoglio la sua storia in una lettera aperta al presidente di Ascob, Salvatore Barbieri.

“Caro presidente Barbieri, mi chiamo Andrea e sono un ragazzo di 23 anni originario di Catania. Volevo spiegarle un po’ la mia storia e il mio ingresso lavorativo nel mondo del bingo. Durante l’estate 2018 io facevo animazione nei villaggi turistici. Non appena è finita la stagione ho avuto una proposta di lavoro (sempre da parte della stessa azienda di animazione) per andare a svolgere un lavoro di risorse umane nella sede aziendale che si trova a Lanciano (CH). Dopo un paio di mesi mi sono accorto che questo lavoro d’animazione non faceva per me e quindi ho deciso di lasciare. Mi sono quindi messo subito alla ricerca di un’altra occupazione e attraverso la piattaforma di subito.it ho trovato il seguente annuncio: “Cercasi addetti accoglienza per sala bingo”!

Onestamente non avevo voglia di restare senza alcun reddito o chiedere aiuto ai miei familiari, quindi dopo aver fatto un colloquio conoscitivo decisi di accettare la proposta, dopo un paio di giorni, esattamente il 3 dicembre 2018, iniziai a svolgere questa nuova mansione presso la sala bingo di Lanciano. Il personale della sicurezza, in questa sala, non è assunto direttamente dal bingo ma da un’azienda a parte. Il lavoro mi è subito piaciuto, in quanto stavo a contatto con la gente e avevo un certo ruolo di responsabilità all’interno della sala. Però dopo poco tempo mi sono reso conto che io ero lì per un altro motivo… io ero lì per lavorare dentro al bingo, non per fare sicurezza (accoglienza). Allora iniziai a chiedere alla direttrice come fosse possibile entrare a far parte dello staff bingo! Lei mi disse subito che non era una cosa semplice, anche perché il lavoro era molto sceso e inoltre vi era un “conflitto” di interessi da parte di entrambe le aziende perché come spiegato precedentemente erano diverse. La stessa direttrice però mi promise che c’è l’avrebbe messa tutta per farmi entrare all’interno del suo staff!

Io iniziai subito a capire che i tempi erano lunghi ma sentivo un qualcosa di strano all’interno di me, sentivo un’emozione particolare ogni qual volta vedevo i ragazzi vendere le cartelle, sentivo il capotavolo annunciare l’inizio di una partita o quella famosa frase: “Chiamano Bingo, verifichiamo la cartella numero” o semplicemente l’estrazione dei numeri! Allora decisi che non mi importava aspettare, mi importava davvero entrare all’interno di quello staff! Ebbene sì, ci sono riuscito, dopo quasi un anno. Il giorno 25 novembre 2019 ho iniziato questo nuovo percorso all’interno della sala bingo Marte (Arezzo). La società per la quale lavoro oggi è una grande società, con 34 sale bingo dislocate in tutta Italia e più di 1000 occupanti.

Si tratta della Milleunobingo con sede in Veneto. Mi creda presidente, ho fatto tantissimi lavori nella mia vita, ma una società come questa non l’ho mai vista! Stipendi pagati puntualissimi, tredicesima, quattordicesima, premi, serietà e tanta tanta professionalità! Io credo di aver scelto il lavoro più bello del mondo! Ogni qual volta che vado al lavoro, sono contento e sono sicuro di affrontare tutta la giornata col sorriso. Adesso io vivo ad Arezzo, ammetto di fare tanti sacrifici perché col mio stipendio mi pago l’affitto, mando un aiuto mensile a casa e faccio la spesa! Però sono sacrifici che faccio molto volentieri, perché io amo davvero questo lavoro! Non è semplice stare lontano da casa, dalla famiglia, ma posso assicurarle che per molti aspetti reputo il bingo più di una famiglia! Ringrazio molto l’azienda per la quale lavoro e tutte le persone che mi hanno permesso di farne parte! Sono contento anche perché faccio parte di un’azienda che fa crescere i suoi dipendenti e se vi è una persona capace e valida, tale persona verrà premiata e avrà anche la possibilità di far carriera! Volevo inoltre complimentarmi con lei presidente, perché evinco che è una persona davvero capace ed eccezionale, impegnata ogni giorno a combattere contro tutto e tutti pur di farci lavorare dignitosamente e ciò non è per nulla semplice! Grazie ancora!

Purtroppo noto che diversi dipendenti, di tantissime aziende, danno la colpa ai propri datori di lavoro se la cassa integrazione ancora non è arrivata, ma ciò è totalmente sbagliato! Le azienda stanno attraversando periodo davvero brutto e hanno bisogno del nostro sostegno! Non critichiamo le nostre aziende ma… aiutiamo le nostre aziende! Presto riusciremo da questo tunnel e ripartiremo tutti insieme più forti di prima!”.

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