A testa alta Giulia, lavoratrice nel settore del gioco, chiede di poter tornare a lavorare.

“Sono Giulia, faccio parte degli invisibili. Quelli di cui non si parla mai nei telegiornali, quelli che non sono stati menzionati in nessun decreto fino all’11 giugno. Lavoro per una grossa azienda del settore gioco/intrattenimento. E ogni giorno leggo giornali e guardo tg nell’attesa di una notizia sul nostro settore. Ogni tanto trovo qualcosa sui social con commenti tutt’altro che positivi. Gente che scrive “trovatevi un lavoro serio”. Il mio è un lavoro serio, lo faccio da 23 anni. Sempre con lo stesso impegno, lo stesso sorriso, la stessa pazienza e disponibilità verso clienti e colleghi. E adesso ho paura. Paura che il settore del gioco legale venga abbandonato dalle istituzioni o ancora peggio usato come capro espiatorio. Noi non siamo i cattivi. Noi siamo lavoratori che amiamo quello che facciamo e siamo pronti a tornare operativi nel rispetto delle distanze e delle norme igieniche. Anche domani. Se ce ne danno la possibilità”.

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