A testa alta Angelo, gestore di un centro scommesse Planetwin365 a Monopoli (BA), esprime tutta la sua delusione per l’atteggiamento discriminatorio subito ad opera del governo.

“Scrivo come scriverei a un familiare, scrivo quello che mi riesce di scrivere dopo quasi 3 mesi di chiusura. Siamo stanchi di vedere la discriminazione nei confronti di una delle categorie che meglio potrebbe rispettare il divieto di assembramenti all’interno dei locali. Siamo stanchi di essere messi alla gogna come criminali, nonostante tutte le licenze e gli accertamenti che si fanno su di noi. Siamo stanchi di vedere che bar con punti ricarica possono aprire e raccogliere le ricariche sui conti gioco e noi siamo fermi, dal famoso 8 marzo, senza ancora una prospettiva di apertura. I nostri clienti ci incontrano per strada e ci chiedono ‘ma quando riaprite? Mi sono dovuto aprire il conto su (metteteci il nome di qualunque pvr) per fare le ricariche, altrimenti la ‘Germania’ dove la devo giocare?’. Purtroppo la situazione è stata mal gestita e siamo stati messi da parte, ridotti a speculatori e ‘sfruttatori delle debolezze’ secondo una forza politica che guida il paese! Noi, forse ultimo presidio della legalità prima di arrivare a siti ‘.com’ che non permettono autoesclusioni, controlli da parte dello Stato e soprattutto gettito erariale. Noi, che paghiamo le tasse due volte, e se questo governo non modifica il decreto diventeranno tre: tramite tassazione sugli utili prima di ricevere le commissioni, tramite tassazione sul totale della raccolta (tassa ingiusta che formalmente è lo 0,5% poichè calcolata sul turnover, ma che incide in realtà dal 17 al 22% sugli utili) e la terza volta sulle nostre dichiarazioni dei redditi. Potevamo essere degli alleati dello Stato, dei presidi per sfoltire la coda alle poste, visto che la maggior parte di noi effettua ricariche e pagamenti bollette e bollettini. Potevamo essere un aiuto alla raccolta del gioco online, vendendo ricariche per i siti di gioco .it, facendo girare il gioco nel circuito legale non creando assembramenti nel locale. Potevamo essere tanto, invece non siamo niente, siamo invisibili. Neppure menzionati nelle riaperture… con un esponente della maggioranza che afferma su twitter “se non riaprono, meglio”. In tutto questo i nostri dipendenti sono a casa, con una cassa integrazione da fame, per chi l’ha ricevuta, che ci chiedono quando potranno tornare a lavorare e non sappiamo rispondere. Fateci lavorare, guardate a noi come alleati dello Stato, non come nemici…!”.

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