A testa alta Matteo, dipendente in sala scommesse a Gallipoli (LE). “Il mio titolare ci ha anticipato la 14sima mensilità, visto il ritardo della cassa integrazione: quanti datori avrebbero fatto lo stesso?”

“Sono un lavoratore del settore delle scommesse da 10 anni. Lavoro in una sala a Gallipoli in provincia di Lecce. Una sala inaugurata solo pochi mesi fa, si cresceva, ogni giorno facce nuove, una gioia veder crescere i frutti del nostro lavoro, mio e dei miei splendidi 3 colleghi. Poi la doccia fredda, l’8 marzo si chiude.

Questa lettera non è per denunciare l’abbandono delle istituzioni alla nostra categoria ormai di dominio pubblico ma per fare comprendere a chi conta come sono gli imprenditori che gestiscono questo settore.

Il mio titolare: la fine del mese di marzo arriva primo sms, stipendio pagato. I giorni dall’8 al 30 marzo considerati ferie e permessi, poi cassa integrazione. Bene, almeno tiriamo a campare questo brutto periodo. Poi passano i giorni ma novità niente, solo brutte notizie, allora ecco un altro messaggio. Visto i ritardi nell’erogazione della cassa integrazione vi sto anticipando la 14sima mensilità in modo di rispettare i vostri impegni e le vostre esigenze.

Ecco, non so quanti imprenditori abbiano fatto la stessa cosa, magari tanti, e ne sarei contento, ma questo è il mio titolare. Titolare di un agenzia di scommesse, quelle persone dimenticate da tutti, quelle persone però che permettono a tanta gente di vivere dignitosamente, pagarsi un mutuo e campare le famiglie.

Scusate se mi sono prolungato troppo, ma il mio desiderio più grande in questo momento è tornare a lavorare per il mio titolare, per i miei colleghi e per tutti i miei amici che hanno bisogno di passare quei momenti di svago in nostra compagnia. Buon lavoro a tutti, andrà tutto bene… speriamo”.

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