A testa alta Claudia, dipendente in una sala scommesse, chiede quali differenze ci siano con altre attività che hanno già riaperto come le palestre.

“Sono dipendente di una piccola sala scommesse in provincia di Rimini, amo il mio lavoro, conosco tutti i miei clienti, alcuni mi mancano tanto, altri con i quali ho meno confidenza meno ma mi manca il mio lavoro. Non percepisco lo stipendio dal 10 di marzo e non so quando lo rivedrò! Sono molto dispiaciuta e schifata dal nostro governo, all’ inizio della pandemia ho ammirato come è stata gestita l’emergenza ma ora no, ora sono arrabbiata. Cosa rende meno pericolosa una palestra rispetto a una sala scommesse? Che differenza c’è fra un dipendente di un bar e quello di una sala scommesse? I miei titolari continuano a pagare affitto e utenze, hanno sospeso il mutuo, sono giovani, se dovessero chiudere con i debiti chi li aiuterebbe a sistemare la loro posizione? È una vergogna, l’Italia delle apparenze, l’Italia paese per pochi, l’Italia paese dei furbi”.

Advertisement

SE HAI DA DIRE QUALCOSA ANCHE TU, VUOI RACCONTARE LA TUA STORIA DI LAVORATORE DEL GIOCO LEGALE, INVIA UNA EMAIL A [email protected]

o un messaggio via facebook alla pagina Jamma-Il quotidiano del Gioco

Ricordati di indicare il tuo nome