A testa alta Francesco, collaboratore di un’agenzia di scommesse da quando aveva 20 anni, racconta la sua storia fatta di sacrifici, con la speranza di poter tornare a lavorare al più presto senza che vengano imposte nuove tasse al comparto.

“Illustri signori, sono un collaboratore di un’agenzia di scommesse, ho 28 anni e faccio ormai questo lavoro da 8, un pezzo della mia giovane vita passata a fare sacrifici per recarmi a lavoro, in quanto all’epoca non ancora patentato. Ho trovato in questo mondo, essendo appassionato di sport con i suoi sani principi quali lealtà e trasparenza, e combattendo tante battaglie per la legalizzazione dei giochi, la mia dimensione, lavorando con passione e sacrifici. Nella mia agenzia si è creata una sorta di famiglia con la clientela, perché le agenzie di scommesse saranno anche viste dallo Stato come luoghi ambigui e dannosi per la comunità, ma in realtà questi luoghi sono spesso fonte di aggregazione in cui si creano nuove conoscenze e amicizie, spinte dalla passione per uno sport in comune o più comunemente dalla passione per la squadra del cuore. Ho potuto realizzare tanti sogni da quando lavoro, da un semplice paio di scarpe, passando per viaggi e vacanze, fino all’ultimo realizzato poco prima del lockdown, l’acquisto di un’auto, che adesso sono “costretto” a mantenere in base agli accordi stipulati al momento dell’acquisto. Sono ormai piu di 2 mesi che siamo a casa e la situazione inizia a farsi difficile, tanti altri progetti come mettere su famiglia e andare a vivere da solo adesso sono molto lontani anche solo da immaginare, se il Governo non torna sui suoi passi per quanto riguarda l’aumento delle tasse, come me molti altri vedranno a rischio il proprio posto di lavoro e tanti sogni continueranno a restare nel cassetto! Chiedo semplicemente di poter continuare a fare il lavoro che amo, con l’aiuto di uno Stato che sappia mostrare coerenza e buon senso”.

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