A testa alta Fiorenzo, dipendente in sala bingo, racconta la sua storia fatta di passione e sacrifici.

“Salve sono Fiorenzo dipendente della sala bingo gaming hall di Cesenatico. Vi scrivo per dar voce a tutte le persone che come me vanno avanti con il proprio lavoro riuscendo tutti i mesi a mantenere una famiglia. Sono sposato con 2 figli e nel 2001 quando sono diventato padre avevo già questo lavoro. Dopo 19 anni posso affermare che il bingo al contrario di quello che si vuol far credere non è un gioco d’azzardo ma è un luogo di ritrovo, un’opportunità di socializzare per tante persone. Siamo a casa dall’otto di marzo, senza una data di riapertura, senza certezze e senza stipendio perchè in questi 2 mesi devo ringraziare solo il mio datore di lavoro che ha potuto anticiparmi la cassa integrazione. E non credo che tutti abbiano questa fortuna. Ci siamo sentiti chiedere scusa ma con le scuse non si mangia, abbiamo fatto tutto per tutelare la nostra salute e siamo già pronti per poter ripartire in sicurezza. Cos’è che ancora dobbiamo aspettare? Non vedo che differenza ci sia in termini di sicurezza tra un ristorante e una sala bingo”.

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