A testa alta Gaetano, operatore nel settore giochi, esprime tutto il suo disappunto per l’atteggiamento della politica verso il comparto.

“Chi, secondo il sig. Crimi (M5S), si arricchisce in modo spropositato, sfruttando le debolezze della gente? Non i dipendenti come Valentina, che, secondo lui, svolgono un lavoro onesto e dignitoso. Chi allora? I gestori dei locali, che lavorano 364 giorni all’anno, sacrificando (come tanti altri piccoli imprenditori e commercianti) la propria vita privata e famigliare, per potere garantirsi un reddito decoroso ma non certo spropositato? Chi allora si arricchisce secondo il sig. Crimi? I concessionari del gioco pubblico? Perché allora il governo di cui lui è un convinto e importante sostenitore non avvia una procedura per la revoca delle concessioni, rinunciando a quei 10 miliardi di prelievo fiscale che rappresentano il bancomat dello stato italiano? Perché, senza distinzione di schieramenti, molti politici continuano pubblicamente a considerare il gioco legale una specie di “reato legalizzato”, per poi approvare manovre finanziarie che utilizzano il nostro lavoro e le nostre aziende, grandi e piccole, per raccogliere settimanalmente centinaia di milioni di euro “veri”, non sotto forma di anticipi di cassa o di prelievi su utili futuri, ma sotto forma di riversamenti che vengono effettuati tramite i concessionari che si “arricchiscono in modo spropositato”? Perché, se lo Stato crede che il profitto di questi concessionari sia eccessivo, non è stato capace (o non ha voluto) organizzare un sistema di raccolta diretto, senza dovere ricorrere a reti private? Perché il sig. Crimi e i suoi colleghi del governo (e delle opposizioni) non hanno mai neanche presentato una proposta di legge che andasse in questa direzione? Basta con ipocrisia e bugie! Tutti gli operatori del gioco legale, prima di morire soffocati lentamente, dovrebbero proclamare una serrata immediata, fino al momento in cui non verranno riconosciuti i nostri diritti, anche e soprattutto quelli costituzionali che ci sono stati tolti in queste ultime settimane (diritto al credito e all’accesso ai finanziamenti in testa!). I concessionari per primi devono fare sentire la loro e le nostre voci. Mi pare invece che siano ancora troppo passivi e inconcludenti al riguardo. Non hanno preso una posizione chiara e netta a difesa del nostro settore, lasciando, come sempre, il peso delle conseguenze a chi tutti i giorni deve combattere in prima linea mettendo in gioco il proprio futuro (e spesso anche la propria incolumità fisica!)”.

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