Scommesse
A testa alta Maria, titolare di due sale scommesse insieme al marito, ci scrive da Quarto (NA) evidenziando quanto sia sbagliata la mancata riapertura di queste attività.

“Ho letto la lettera del collega Marco. Anche mio marito ha due sale scommesse, entrambe molto grandi, ma la nostra categoria è un tabù citarla. Nel 2020 è assurdo. Il nostro è uno dei pochi settori in cui veramente è tutto dichiarato. Mentre nei bar puoi saltare uno scontrino e nessuno se ne accorge, a noi è praticamente impossibile. Le slot? Ogni 7/8 mesi subiscono un aumento di tasse, fra poco saranno solo dello Stato. Inutile dire che noi avendo una sala di 280 mq avremmo potuto aprire in totale sicurezza, in quanto abbiamo 4 ingressi e 7 casse divise in 2 zone, un blindo a norma di legge già da 6 anni, e ci avremmo messo veramente poco ad acquistare guanti, mascherine per tutti e gel igienizzante. Inoltre nella nostra sala se ci sono 15 persone è come se non ci fosse nessuno, ovviamente avremmo saputo dare dei limiti e delle indicazioni di ingresso meglio di molti altri supermercati”.

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