A testa alta Giuseppe, dipendente nel settore del gioco, chiede che tutti gli operatori del comparto possano tornare a lavorare.

“Mi preme ringraziare la collega Valentina che ha descritto perfettamente il pensiero di molti lavoratori del settore. Un accanimento fuori luogo in un momento così tanto complicato, non si ci può vergognare di essere operatori del gioco, non si ci può vergognare di chiedere di tornare a lavoro per mandare avanti le nostre famiglie.

Godono perche ancora oggi il settore sia chiuso, io invece penso che i nostri titolari siano nelle condizioni nelle prossime settimane di aprire rispettando i protocolli imposti dalle unità sanitarie specializzate.

Non si può pensare di lasciare ferma a lungo questa categoria, Stato, famiglie e aziende rischierebbero seriamente il collasso economico. Non si può nemmeno pensare che si possa ancora tirare la corda a lungo… non abbiamo percepito un solo centesimo di cassa integrazione e non ci permettono nemmeno di sapere quando il nostro settore potrà riaprire e permetterci di vivere dignitosamente.

Ci hanno lasciati soli (aziende e dipendenti)! Questo è lo Stato italiano! Nel ringraziare ogni giorno le nostre aziende per ciò che fanno per noi, rinnovo il mio personale invito a sollecitare la riapertura della struttura, mi rendo da subito disponibile (penso di non essere il solo) ad intraprendere qualsiasi iniziativa al fianco delle aziende affinché si possa quanto prima tornare a lavorare”.

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