L’Osservatorio giochi, legalità e patologie dell’Eurispes, nell’ambito della sua attività di ricerca, ha constatato che tutti i soggetti interessati alla regolamentazione del gioco pubblico legale (P.A., terzo settore, industria del gioco) hanno un obiettivo comune: la necessità di prevenire e contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico.

Anche i recenti provvedimenti della Regione Emilia Romagna sono dichiaratamente volti a prevenire e contrastare il rischio di Gap. E’ quanto emerso nell’ambito del workshop itinerante tenuto da Codere a Bologna dal titolo “In nome della legalità 2.0”.

“In Emilia Romagna l’applicazione della normativa sulle distanze dai luoghi sensibili mette a rischio oltre 4.300 addetti. Partendo dai dati Adm relativi a numero e tipologie di punti vendita impattati dalla normativa in questione, si evidenzia, infatti:

E dire che la legge regionale fa espresso riferimento a “l’esigenza di tutela di continuità occupazionale di chi è impiegato negli esercizi soggetti a chiusura”…

Anche qualora si riesca a individuare uno spazio ove delocalizzare l’attività economica, va segnalato il costante stato di precarietà del punto di vendita nella nuova ubicazione, stante la possibilità, consentita dalla norma, di apertura nelle vicinanze di un nuovo punto sensibile, con conseguente chiusura del punto di vedita in argomento. Nel caso de quo il problema del licenziamento sarebbe posticipato e non eliminato. Il proibizionismo non è uno strumento per la gestione delle esternalità negative di natura sociale ma è la manifestazione della mancanza di volontà a gestirle. Anzichè cercare la sostenibilità sociale di un’attività economica ci si limita a proibirla”, dichiara Marco Zega, Direttore Finanze e Relazioni Istituzionali di Codere Italia.

 

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