“Stiamo lavorando al collegamento con Sogei. Abbiamo una proposta importante che può portare alla gara sulle scommesse, mi auguro e penso possa essere possibile che noi saremo nel sistema già dalla prima giornata del prossimo campionato, non chiedetemi come ma stiamo lavorando per questo”. Lo ha detto Giovanni Garrisi (Ceo Stanleybet), intervenendo al convegno “Pubblicità & Gambling: la scelta italiana. In che direzione va il mercato” a Enada Primavera.

“Ho l’impressione che abbiamo fatto un errore storico come popolazione, perchè alla fine questi governanti e quelli precedenti ce li abbiamo messi noi. Li accettiamo e ne accettiamo i soprusi. Il cittadino italiano subisce. La Stanley reagisce, noi abbiamo sempre reagito. E’ ora di finirla, noi vogliamo vederla questa luce in fondo al tunnel, pretendiamo di vederla. Non protestiamo più, noi proponiamo, pretendiamo. Alla prossima gara sulle scommesse, anche se fosse discriminatoria, noi parteciperemo. Poi se c’è qualcosa da impugnare la impugniamo. Non come gli altri che non la vogliono, ad alcuni fa comodo, il nuovo fa paura, sempre, io invece ho il coraggio di andare verso il nuovo, divento protagonista in un altro modo, ci faremo rispettare. Spero che l’industria sarà con noi. Cosa dobbiamo pretendere? Il ripristino della legalità in questo settore, che alla fine con tutte le mancanze di risposte, decisioni e una inadeguata legislazione è diventato un settore nelle mani della criminalità organizzata. Oggi siamo in un momento molto importante.

Purtroppo – ha aggiunto Garrisi – penso che la gara non si farà, perchè c’è una contraddizione che non si può risolvere. Il prodotto di scelte scellerate, ossia dare alle Regioni poteri non uniformi, ognuno fa quello che vuole. La gara è stata mandata al Consiglio di Stato perchè nessuno si vuole prendere le sue responsabilità. Poi il Consiglio di Stato potrebbe anche dire cose giuste, per cui suggerire cambiamenti positivi, mi auguro che ciò accada perchè io ci tengo a questa gara, è il momento della proposta, è un nostro dovere partecipare, lo faremo anche se fosse illegittima. Serve il ripristino della legalità. Noi di Stanley siamo abbastanza forti e competenti per riuscire a farci sentire ma non nei salotti o negli ambienti parlamentari, noi ci faremo sentire aprendo il libro del diritto e chiedendo alla magistratura di ripristinare una situazione di legalità. Ho piena fiducia nella giustizia, perchè non mi ha mai deluso” ha concluso.

Per l’avv. Daniela Agnello: “Chi conosce i reali confini tra il gioco lecito e illecito? Come facciamo ad operare un sano discrimine tra ciò che è lecito e illecito? L’imprenditore dei giochi oggi in Italia non può avere un progetto perchè non sa cosa è lecito e cosa no. Basti pensare al caso dei Ctd Stanleybet, per anni sequestrati e poi una valanga di dissequestri, con un enorme spreco di tempo e risorse. Non c’è un legislatore che è chiaro, un’amministrazione che vuole capire e quindi il territorio è lasciato nell’incertezza. Oggi il legislatore italiano non è chiaro né certo, tantomeno univoco e questo si ripercuote sull’interpretazione della materia giuridica dei giochi”.

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