L’evoluzione dei consumi e dei canali di acquisto, accelerata dalle condizioni di lockdown imposte con le misure di contrasto al COVID, hanno favorito modelli di distribuzione basati sulla multicanalità. Tutto sta rapidamente cambiando a causa di una convergenza sempre più evidente tra mondo fisico e mondo digitale.

Omnicommerce significa infatti l’utilizzo di piattaforme che, in uno spazio ubiquo, sfruttano le potenzialità di negozi fisici e di quelli online per raggiungere, velocemente e con maggiore qualità nei servizi, il consumatore.

Questo prevede anche la registrazione di una quantità di dati e indicazioni di riferimento per la produzione e per il marketing, dati che attraverso l’uso di strumenti analitici includono e gestiscono anche le indicazioni raccolte sui social media.

Tutto ciò permette ai clienti di comprare online e ritirare in negozio e viceversa, superando i limiti fisici del magazzino di un singolo negozio. In questa nuova ecologia resta comunque il vincolo di punto fisico di deposito, magazzino centrale o distribuito, e del punto di contatto con il cliente per la consegna del prodotto.

Il modello di distribuzione dei prodotti è spesso usato anche per i servizi. I Punti Vendita Ricarica (PVR) per i giochi sono perfettamente orientati nella nuova ecologia di distribuzione.

Attraverso l’uso di un terminale dedicato i PVR possono offrire ricariche telefoniche, pagamento di bollettini, ricariche di card, contenuti digitali, fungere da punti di accesso alla rete di un corriere e ricariche di conti gioco.

In Italia si contano circa 58.000 PVR specializzati nei servizi di gioco regolamentato e un numero non computabile di PVR collegati a siti di gioco dot-com.

Attualmente non esiste una norma che prevede l’autorizzazione all’esercizio o regole per le specifiche attività svolte. Eppure il PVR sembra avere un ruolo da protagonista nella distribuzione del gioco, certamente non come punto di raccolta ma per tutti gli altri servizi connessi al gioco e, soprattutto, come fonte di dati per il marketing.

In Italia, dove le attività di promozione pubblicitaria sono vietate agli operatori di gioco, chi dispone dei dati di giocatori che ricaricano i conti gioco ha un potenziale commerciale importante.

Forse, con l’annunciato riordino dei giochi, il regolatore dovrebbe prevedere norme per il riconoscimento del ruolo svolto dai PVR. Ma l’argomento è molto delicato, ci sono le resistenze dei rappresentanti di alcuni dei punti di raccolta del gioco pubblico che vedono nel PVR una forma scorretta di concorrenza.

Certo è che limitare o vietare i PVR che collaborano con i concessionari italiani non è conveniente per lo Stato, sarebbe come la battaglia di don Chisciotte e Sancho Panza contro i mulini a vento, oltre che un colpo basso per la distribuzione del gioco pubblico: i PVR si sposterebbero tutti al servizio del gioco dot-com. m.b.