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Tasse più alte per gli esercenti che ospitano slot e apparecchiature da gioco. L’Irap sarà maggiorata dello 0,92%. Inoltre le sale da gioco non potranno avere aperture ininterrotte. E, soprattutto, sarà vietata la pubblicità delle vincite. Sono alcune delle misure che entreranno in vigore in Veneto appena il consiglio regionale approverà il disegno di legge varato dalla giunta.

Un provvedimento che – come spiega l’assessore al Sociale, Manuela Lanzarin – vuole porre un freno al gioco d’azzardo, ormai diventato un’emergenza. Per chi non rispetterà le nuove regole, ci saranno sanzioni pesanti fino a 6mila euro.

“I dati dell’Agenzia del Monopolio evidenziano un continuo incremento dei volumi del gioco d’azzardo – dice l’assessore Lanzarin -. Il Veneto risulta essere la quinta regione in Italia, dopo Lombardia, Lazio, Campania ed Emilia Romagna. Ma schizza al terzo posto per cifre giocate alle cosiddette ‘macchinette’ Awp e Vlt, preceduto solo dalle pià popolose Lombardia e Lazio. Senza rendersene conto, i giocatori abituali si sottopongono ad una sorta di prelievo forzoso, di cui beneficiano l’erario (per il 12%, pari in Veneto a 765 milioni di gettito nel 2017), la filiera dell’industria del gioco (che ha guadagnato circa l’11% del volume delle scommesse in Veneto) e la ‘dea bendata’, che redistribuisce il monte-premi secondo le ‘regole’ dell’azzardo, per cui è il banco a vincere sempre”.

“Sono numeri allarmanti, perchè slot e videolottery sono dispositivi elettronici che favoriscono un utilizzo compulsivo, isolano i giocatori e creano una vera e propria dipendenza patologica – aggiunge l’assessore Lanzarin -. Nel 2016 i giocatori problematici in Veneto risultavano essere 32.500 e i potenziali ‘malati di gioco patologico’ sono stimati tra i 3.200 e i 3.700. Ma solo la metà di questi si rivolge ai servizi pubblici per chiedere un aiuto”.

Dopo aver varato lo scorso anno un piano regionale di prevenzione e contrasto in collaborazione con Ulss, Serd e associazioni del territorio, stanziando 5,3 milioni (di cui circa 4 provenienti dal Fondo nazionale di contrasto al gioco patologico) per sostenere campagne di sensibilizzazione, formazione degli operatori, interventi di cura ed esperienze di mutuo-auto-aiuto, ora la giunta regionale del Veneto ha deciso di introdurre queste nuove misure attraverso un disegno di legge. Il testo prevede distanze minime dei punti di gioco dai luoghi di aggregazione sociale (300 metri nei Comuni più piccoli, 500 in quelli con oltre 5mila abitanti); stop alle aperture ininterrotte alle sale da gioco; niente pubblicità di vincite; obbligo di vetrine trasparenti per le sale e le agenzie di scommesse; Irap maggiorata dello 0,92% per gli esercenti che ospitano slot e apparecchiature da gioco. Non solo: i Comuni potranno individuare criteri per la dislocazione territoriale dei punti gioco e prevedere incentivi e forme premiali per gli esercenti che disinstallano le macchinette. Per chi non rispetta i divieti sanzioni fino a 6mila euro. Le regole entreranno in vigore, se tutto va bene, nel giro di qualche mese, appena il consiglio regionale approverà la legge.

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