casinò

In caso di mancato pagamento del debito, saranno i consiglieri regionali a dire l’ultima parola sulla eventuale decadenza degli eletti in Consiglio Valle condannati dalla terza sezione giurisdizionale centrale d’Appello della Corte dei conti a risarcire il danno erariale causato dai finanziamenti pubblici concessi al Casinò di Saint-Vincent tra il 2012 e il 2015.

Come riporta l’Ansa secondo il quarto comma dell’articolo 8 della legge regionale 20/2007, qualora sussista una causa di incompatibilità – come ad esempio per “coloro che, per fatti compiuti allorché erano amministratori o dipendenti della Regione, sono stati, con sentenza passata in giudicato, dichiarati responsabili verso la Regione e non hanno ancora estinto il debito” – è l’aula del Consiglio Valle che “delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di ineleggibilità o di incompatibilità sopravvenuta”, dichiara decaduti i consiglieri che non abbiano provveduto alla rimozione della causa di incompatibilità sopravvenuta.

Prima di arrivare a ciò, l’iter è complesso e dura almeno un mese: nel momento in cui la Corte dei conti notificherà all’Avvocatura regionale la sentenza e questa verrà eseguita, “il presidente del Consiglio regionale, entro 10 giorni” dalla data di accertamento della causa incompatibilità, “ne dà contestazione all’interessato con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno e con invito a presentare eventuali controdeduzioni e a rimuovere le cause di ineleggibilità o di incompatibilità sopravvenute o ad effettuare l’opzione tra la carica consiliare e la carica o l’ufficio incompatibile ricoperto, entro 10 giorni dalla data di ricevimento della contestazione”. Se il consigliere interessato non provvederà a rimuovere la causa di incompatibilità, il Consiglio avrà tempo altri 10 giorni per deliberare. Per il momento la sentenza relativa alla vicenda Casinò – che ha condannato 18 politici, tra cui sei attuali consiglieri, al pagamento di 16 milioni di euro complessivi – non è ancora stata notificata alla Regione.