L’impatto sulle attività economiche sarà rilevante e può compromettere la potenzialità dell’intero paese negli anni a venire”. Lo scrive l’Upb nella memoria consegnata alle Camere sulla richiesta del governo di più deficit per l’emergenza Coronavirus

L’emergenza Coronavirus impatterà in modo forte sull’economia del Paese. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio traccia una prima previsione sugli effetti.

Nella Relazione al Parlamento, il Governo preannuncia che, quando rivaluterà nell’ambito del DEF le esigenze della finanza pubblica in relazione all’emergenza, terrà conto del risultato del 2019 e dei suoi effetti di trascinamento agli anni successivi.

Nell’ambito delle imposte indirette, sono risultate importanti, in particolare, le crescite dell’IVA (di circa 3,3 miliardi), grazie anche all’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria, dei giochi (per circa 0,9 miliardi) in relazione agli interventi disposti con la manovra per il 2019, e dell’imposta sulle assicurazioni (di circa 0,5 miliardi).

“Le voci di entrata e di spesa che hanno determinato, rispetto alle previsioni, un disavanzo minore nel 2019 possono, in gran parte, essere considerati di natura permanente. Tuttavia, la profonda incertezza che circonda le prospettive macroeconomiche per il 2020 non consente, per il momento, di giungere a una stima del quadro di finanza pubblica che abbia un grado di affidabilità accettabile.

Le imprese, soprattutto nei settori più esposti, possono essere aiutate nella prevedibile crisi di liquidità connessa con la riduzione dell’attività, evitando fallimenti e chiusure che impatterebbero sul mercato del lavoro e sul potenziale di crescita futuro. In sintesi, nell’immediato la politica di bilancio dovrà, oltre a rispondere alle necessità del servizio sanitario, preservare la capacità produttiva del sistema economico e le sue potenzialità di crescita”.