umbria consiglio regione
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(Jamma) – Si è svolta stamani in Terza commissione, presieduta da Attilio Solinas, l’audizione richiesta dal presidente della delegazione Umbria dell’associazione nazionale Sapar (Servizi pubbliche attrazioni ricreative), in merito alla proposta di legge “Ulteriori modificazioni della legge regionale 21/2014 (Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico), di iniziativa della consigliera Carla Casciari (Pd), con la quale si stabiliscono identiche limitazioni per sale da gioco e sale scommesse riguardo la distanza da luoghi sensibili, integrata da un emendamento del consigliere Andrea Smacchi (Pd), concernente la possibilità di limitazioni nell’orario di utilizzo delle slot machine”.

I gestori delle apparecchiature per il gioco lecito (erano presenti il presidente umbro di Sapar, Luca Patoia, accompagnato da Claudia Procacci e Andrea Savini) hanno affermato di “non avere alcuna obiezione sulla legge regionale di contrasto alla ludopatia sia per quanto concerne l’equiparazione delle sale da gioco alle sale scommesse circa la distanza da luoghi sensibili come scuole o centri di aggregazione, sia per ciò che concerne la formazione degli operatori alla sensibilizzazione sulle problematiche indotte dal gioco d’azzardo”.

Il punto di frizione è determinato dagli orari di spegnimento delle slot machine, introdotto da un emendamento proposto dal consigliere Andrea Smacchi, con il quale si dà la possibilità ai Comuni, “al fine di tutelare la salute e la quiete pubblica, di disporre limitazioni orarie all’esercizio del gioco tramite apparecchi elettronici all’interno delle sale da gioco, delle sale scommesse e degli esercizi pubblici e commerciali nei momenti di massimo afflusso”.

“Ciò potrebbe comportare – secondo i gestori – la migrazione di persone da un Comune all’altro a seconda degli orari di chiusura e soprattutto la possibilità che, una volta spente le macchinette per il gioco legale, i giocatori anziché smettere passino all’utilizzo di altre apparecchiature, quelle per il gioco via internet, che non sono assogettabili ad alcun tipo di normativa e, in molti casi, sconfinano anche al di fuori della legalità. Inoltre – hanno aggiunto – entro breve tempo sarà la Conferenza Stato-Regioni a normare l’utilizzo delle apparecchiature per il gioco d’azzardo, e non sembra opportuno legiferare prima, senza conoscere quelli che entro breve saranno i limiti riconosciuti su tutto il territorio nazionale”.

Infine è stato sottolineato che nelle regioni dove si è già legiferato in questa direzione sono fioccati ricorsi che di fatto hanno bloccato l’attuazione della legge. Tocca dunque all’Assemblea legislativa, poiché la Commissione ha già approvato l’atto, decidere se stralciare l’emendamento sugli orari o se approvare la proposta di legge Casciari con l’emendamento aggiuntivo di Smacchi.

Proprio il consigliere Smacchi ha ribadito oggi che “l’obiettivo è quello di limitare la possibilità del gioco in certe fasce orarie, in quanto si è notata la coincidenza con gli orari di entrata e uscita dal lavoro o dalla scuola. Ogni comune – ha sottolineato Smacchi – può scegliere se adottare fasce orarie di protezione oppure no. Il nostro ruolo è quello di tutelare i cittadini e in particolare le persone particolarmente esposte al problema del gioco. Perciò, dopo questo ulteriore approfondimento, che mi sembra irrituale dato che si fa un’audizione a legge già approvata, sarà la maggioranza a fare il punto sulla situazione e a stabilire se portare avanti la proposta di legge o modificarla”.

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