Austria. L’operatore del casinò e sale da poker  Peter Zanoni ha smesso di gestire i suoi 12 casinò Concord Card in tutta l’Austria questo pomeriggio. La sua licenza è scaduta alla fine del 2019, ma Zanoni ha continuato ad operare facendo riferimento a procedimenti legali in corso.

La pressione da parte della polizia finanziaria e i continui controlli sulle sale da gioco hanno costretto alla chiusura 12 case da gioco.

Tutte le sale sono state “volontariamente chiuse per evitare di esporre ospiti e dipendenti alla pressione della polizia finanziaria, che è molto al di là della loro autorità”, ha detto il gruppo Concord attraverso un comunicato stampa.

La normativa vigente in Austria consente lo svolgimento dei tornei di poker solo all’interno dei casinò.

Il poker è considerato un gioco d’azzardo solo da alcuni anni, in precedenza richiedeva solo una licenza commerciale. La licenza con cui operava Zanoni ha goduto di un periodo di transizione e comunque era stata considerata valida fino a fine 2019.

Era previsto che il legislatore emanasse una nuova normativa in maperia di poker, ma questo non è accaduto.

Da quando ha aperto il primo casinò di poker nel 1993, Zanoni ha avuto diversi contenziosi con le autorità fiscali, presso la Corte amministrativa e costituzionale.

I contenziosi per un totale di  tre milioni di euro hanno portato all’insolvenza di diverse società del Gruppo Zanoni nella primavera del 2019.

Per i circa 600 dipendenti dei casinò Concord Card e Wiener Montesinos, che sono chiusi da oggi, si prospetta un futuro incerto. Si spera in una decisione positiva della Corte costituzionale (VfGH) nel febbraio prossimo, che potrebbe rendere possibile il proseguimento dell’operazione, ha dichiarato Zanoni alla stampa.