Il tribunale di Messina ha condannato a pene comprese tra 2 e 25 anni 18 dei 22 imputati del processo denominato ‘Totem’ che vedeva imputati boss e gregari mafiosi del clan del rione Giostra.

L’inchiesta, coordinata dalla Dda guidata da Maurizio De Lucia, ha svelato la gestione di imprese confiscate alla mafia, il controllo delle scommesse clandestine e l’investimento nell’acquisto di locali, pizzerie e discoteche da parte della cosca.

Secondo la procura – si legge su gazzettadelsud.it – il clan avrebbe gestito discoteche e lidi attraverso prestanomi e puntato su imprese per giochi online, raccogliendo le puntate e pagando le vincite attraverso server con sedi all’estero. Gli introiti venivano poi reinvestiti nell’acquisto di videopoker, illegali.

Un imprenditore, tra quelli condannati, avrebbe messo a disposizione del clan di Giostra le sue risorse economiche, assumendo personale segnalato dalla cosca e finanziando le scommesse delle corse clandestine di cavalli.