E ‘ iniziata, al Tar Lazio, l’udienza sui ricorsi presentati contro il provvedimento del Comune di Roma che introduce limiti orari al funzionamento di slot e sale giochi.

Sono diciassette le società che gestiscono attività di sala giochi nell’area del Comune di Roma e che channo chiesto al Tar l’annullamento del provvedimento entrato in vigore lo scorso giugno. La disposizione prevede il funzionamento degli apparecchi «dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle 18.00 alle 23.00 di tutti i giorni, festivi compresi». L’ordinanza prevede inoltre «l’obbligo di esposizione – all’esterno e all’interno del locale, in luogo ben visibile al pubblico – di un apposito avviso che renda noto la fascia oraria».

Secondo quanto evidenziato nel corso dell’udienza dai legali dei ricorrenti l’ordinanza sui limiti orari del Comune di Roma ‘determinerà una contrazione dei ricavi almeno del 64%’ per le  maggiori sale slot della Capitale, ‘e comporterà il licenziamento di più della metà dei dipendenti’. Più di 200 persone si sono costituite “ad adiuvandum” (a sostegno cioè di una delle società ricorrenti) a titolo di dipendenti delle stesse .

Tra gli elementi a supporto del ricorso il mancato censimento delle sale, prima dell’emissione del provvedimento. Sarebbe infatti stata fatta una mera ricognizione sulle Dichiarazioni di Inizio Attività e non sui locali, tralasciando qualsiasi differenziazione tra le tipologie di locali.

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Marco Ripamonti, legale di alcune società ricorrenti, in sede di udienza ”va segnalata una carenza di istruttoria del provvedimento e l’inefficacia dello stesso” perchè se i giocatori non possono accedere a slot e sale giochi, si rivolgono ad altre offerte di gioco. L’avvocato ha citato “i ctd ancora presenti sul territorio” e l’offerta l’online.

Commenta su Facebook