pucci
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(Jamma) – A seguito della divulgazione dello studio del Prof. Paolo Jarre, direttore del “Dipartimento Patologia delle Dipendenze” dell’ASL Torino 3, l’Associazione AsTro – tramite il suo Presidente Massimiliano Pucci – rende noto quanto segue.

“Sostenere che al dimezzamento dell’orario di accessibilità degli apparecchi leciti segua un calo della raccolta e, quindi, anche della spesa, pare tanto ovvio che non si comprende la necessità di dedicarvi uno studio con risorse pubbliche.

Compito delle Asl e dei medici è quello di occuparsi dei malati e trovare delle cure efficaci, non quello di fare dichiarazioni dal retrogusto politico, dicendo delle ovvietà.

E’ assolutamente scontato il calo della spesa agli apparecchi quando un’ordinanza ne vieta il funzionamento. Ciò che sarebbe interessante capire dall’esperienza del professore e della sua equipe, al contrario, è se questa ordinanza abbia contribuito alla diminuzione anche del numero dei malati di ludopatia in cura, visto che a questo aspetto sanitario nel suo studio non si fa minimamente menzione.

Ma non è l’unica grave lacuna. La ricerca dell’Asl di Torino – e in questo si conferma la “settorialità’” di uno studio sanitario – non considera affatto la migrazione del gioco verso altre tipologie, come l’online o, ancor peggio, verso l’illegale.

Sembra che interessi maggiormente il calo del gioco autorizzato, gestito da un’industria che paga onestamente le tasse, piuttosto che lo spostamento dei giocatori verso ambienti illegali, che sottraggono risorse allo Stato e mettono davvero a rischio la salute dei cittadini, cosa del tutto estranea rispetto ad ogni finalità sanitaria.”

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