Continua l’onda di protesta, partita sui social e scesa in piazza non appena le restrizioni da Covid-19 lo hanno permesso. Ieri a fare da sfondo Piazza del Plebiscito a Napoli: 500 operatori hanno manifestato, pacificamente e civilmente, fino ad ottenere un incontro in Prefettura.

Oggi, 23 maggio, al grido di “Il nostro è un lavoro legale“, forti del successo partenopeo, gli operatori del gioco e del settore scommesse sono scesi in Piazza Castello, a Torino, armati di mascherine e striscioni, nel massimo rispetto delle distanze di sicurezza.

Jamma ha seguito con una diretta i momenti iniziali dalla manifestazione e ha potuto scambiare due parole con alcuni degli organizzatori: “Il Piemonte è stata una delle Regioni più colpite dal Covid-19, ma questo non deve essere una scusa per non farci riaprire. Possiamo garantire la sicurezza nei nostri locali, abbiamo bisogno di tornare a lavorare”.

“Siamo riusciti ad ottenere un confronto con la Regione Piemonte: in settimana una delegazione potrà portare le nostre istante ai tavoli regionali. Vogliamo chiedere perché siamo stati esclusi da tutti gli ammortizzatori sociali che la regione ha messo a disposizione”.

Forti gli slogan degli striscioni che dominano la piazza: “Scommesse dimenticate”, “Vogliamo solo lavorare”, “Sempre + tassati, sempre – tutelati”. Proprio ieri, Pasquale Chiacchio da Napoli tuonava “è un caso unico nel mondo che un settore rimanga chiuso e venga tassato: è una assurdità”.