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(Jamma) Il Tra Toscana ha accolto il ricorso per l’annullamento del regolamento sui giochi del Comune di Grosseto. Per il giudice ammministrativo l’intervento ” del coomune non è accompagnato da precisi studi scientifici”.

“Quanto alla diffusione del fenomeno della ludopatia- si legge nella sentenza- ” dalla documentazione depositata in atti dalla difesa comunale per l’udienza di merito si evince che “i giocatori problematici o patologici costituiscono circa l’1,5% del campione” mentre il documento della Caritas non fornisce dati in proposito. Tale percentuale di diffusione di fenomeni socialmente problematici legati al gioco non giustifica una così drastica limitazione autoritativa che riduce gli orari di apertura delle sale gioco autorizzate a mezza giornata e quello di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro a sole quattro ore giornaliere. Si tratta di attività lecite e disciplinate da leggi statali, in cui l’intervento dell’Autorità deve rispettare canoni di proporzionalità e ragionevolezza poiché anch’esse sono espressione di valori rilevanti costituzionalmente come la libertà di iniziativa economica. L’incisione in tale bene giuridico deve essere giustificata da reali e pressanti necessità di tutelare altri valori costituzionali, e non sembra che il diritto alla salute venga messo in discussione così fortemente stando a dati forniti dalla stessa Amministrazione. Sotto questo profilo, il provvedimento appare viziato anche da difetto di proporzionalità come correttamente rappresentato nel ricorso. Inoltre una regolamentazione diversa da Comune a Comune può determinare il fenomeno di trasferimento di utenti dall’uno all’altro e, pertanto, lo stesso appare inefficace rispetto allo scopo che si propone e, un’altra volta, affetto da intrinseca irragionevolezza.

Per questi motivi il provvedimento de quo deve essere annullato. La parziale novità delle questioni affrontate costituisce tuttavia giusto motivo per la compensazione delle spese di giudizio tra le parti”.

leggi la pronuncia a questo link

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