tar tribunale
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(Jamma) – Il Tar Sicilia ha respinto, tramite ordinanza, il ricorso presentato da una società contro il Comune di Carini (PA) in cui si chiedeva la sospensione dell’ordinanza n. 74 del 31/7/2017 avente ad oggetto la “Disciplina degli orari di esercizio delle sale da gioco autorizzate ai sensi dell’art. 86 del TULPS e degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizi autorizzati ex artt. 86 e 88 del TULPS e negli altri esercizi commerciali ove è consentita la loro installazione” e con cui viene consentito il loro utilizzo limitatamente ed esclusivamente “dalle ore 10,00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00”.

“Ritenuto che ad un sommario esame proprio della fase cautelare – spiegano i giudici -, in disparte i dubbi di ammissibilità dei motivi aggiunti, il ricorso non appare assistito da sufficiente fumus boni iuris atteso che la limitazione degli orari di attivazione delle apparecchiature da gioco (preceduta, come nel caso di specie, dall’istruttoria in ordine ai dati di estensione del fenomeno) costituisce strumento idoneo a contenerne la possibilità di utilizzo, integrando una misura amministrativa funzionale a circoscrivere la diffusione del fenomeno del gioco patologico e quindi tutelando il bene primario della salute pubblica; ritenuto pertanto che vada respinta l’istanza cautelare proposta; ritenuto che le spese e gli onorari della fase cautelare, da liquidarsi in dispositivo, debbano seguire, come di regola, la soccombenza. Il Tar Sicilia, Sezione Seconda, respinge la domanda di sospensione presentata in via incidentale dalla parte ricorrente. Condanna la parte ricorrente, al pagamento delle spese e degli onorari del giudizio cautelare, che liquida in favore del Comune di Carini nel complessivo importo di € 750,00 (euro settecentocinquanta/00), oltre iva, c.p.a. e rimborso spese forfettarie nella misura del 15 per cento”.

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