Il Tar conferma la linea già adottata nei confronti dei ricorsi contro il blocco delle attività di gioco legale.

Oggi ancora un ricorso respinto contro il DPCM del 3 dicembre scorso. “Considerato che non si ravvisano elementi per discostarsi dall’orientamento recentemente espresso dalla Sezione su questioni sovrapponibili a quella oggi in esame (v., tra le molte, l’ord. 12 febbraio 2021, n. 847)”, scrivono i giudici

“Considerato in particolare che non sussistono esigenze cautelari con riferimento agli atti impugnati con il ricorso introduttivo, i quali hanno perso efficacia e sono stati sostituiti dalle analoghe previsioni del d.P.C.M. 14.1.2021 (impugnato con il ricorso per motivi aggiunti);

Considerato che quest’ultimo provvedimento, nella parte in cui individua, fra le attività economiche oggetto di misure limitative e prescrizioni a tutela della salute pubblica, quelle di interesse della parte ricorrente, non appare palesemente illogico o irragionevole, avendo l’amministrazione effettuato una valutazione inerente al grado di essenzialità dell’attività cui imporre il sacrificio, sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico-scientifico e prevedendosi comunque un ristoro economico a compensazione del periodo di sospensione;

Considerato, in conclusione, che non sussistono i presupposti per la concessione dell’invocata tutela cautelare, potendosi peraltro disporre la compensazione delle spese di fase per novità della questione;

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sez. I, respinge la domanda cautelare”.