Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Terza ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno e Questura Taranto in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del decreto con cui è stata revocata l’autorizzazione per la gestione di un centro di raccolta delle scommesse sportive (…).

Si legge: “Considerato che, a una sommaria delibazione propria della fase cautelare, il ricorso non appare assistito dal necessario requisito del fumus boni iuris;

osservato che l’art. 30 primo comma del D.L. 26/10/2019 n. 124, convertito dalla Legge n. 157/2019, prescrive che non possono “essere titolari o condurre esercizi commerciali, locali o altri spazi all’interno dei quali sia offerto gioco al pubblico, operatori economici che abbiano commesso violazioni accertate in via definitiva agli obblighi di pagamento delle imposte e tasse o del pagamento dei contributi previdenziali secondo quanto previsto dall’art. 80, comma 4, del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50”;

Rilevato che a carico del sig. -OMISSIS- – attualmente legale rappresentante e gestore della -OMISSIS-.- in qualità di legale rappresentante della società “-OMISSIS-“, risultano esservi numerose situazioni debitorie per l’omesso pagamento di cartelle esattoriali relative ad imposte tributarie, tasse e un D.U.R.C. irregolare (per in importo di €45.287,99 nei confronti dell’I.N.P.S. ed €919,71 nei confronti dell’I.N.A.I.L.) che rappresentano obiettive cause ostative al mantenimento dell’autorizzazione di polizia ex art. 88 T.U.L.P.S. ( R.D. n. 331 de 18/06/1931);

Ritenuto che la suindicata posizione debitoria, in quanto incidente sull’affidabilità del titolare dell’autorizzazione di polizia per l’esercizio delle scommesse – di carattere personale ex art. 8 T.U.P.S. citato – renda del tutto irrilevante la circostanza che i debiti tributari e previdenziali riguardino la società (dante causa), dato che della stessa è comunque titolare il predetto -OMISSIS- – operatore economico persona fisica – in qualità di legale rappresentante anche della Società ricorrente (avente causa), destinataria dell’impugnato decreto di revoca dell’autorizzazione all’esercizio della raccolta delle scommesse;

Ritenuto, altresì, che i ricorrenti non forniscono alcun principio di prova circa la non definitività delle violazioni tributarie e previdenziali accertate (risalenti nel tempo).

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Terza respinge l’istanza cautelare presentata dai ricorrenti.

Compensa le spese della presente fase cautelare”.