Il Tar Piemonte accoglie il ricorso dell’esercente di un punto scommesse a cui è stata applicata la normativa sulle distanze minime nel corso di un procedimento di cambio di intestazione della licenza.

“La licenza di cui il ricorrente ha domandato la intestazione a proprio nome è stata rilasciata al signor XXX il 10.9.2018, data in cui era già vigente la disciplina in tema di distanze degli apparecchi per il gioco lecito da luoghi sensibili, dettata dall’art. 5, l. reg. n. 9/2016, entrata in vigore il 20 maggio 2016; né potevano trovare applicazione le norme transitorie dettate all’art. 13 della stessa legge regionale le quali si riferiscono ai “titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge” – cioè al 20 maggio 2016 – quale non risulta essere la sala scommesse in questione.

Con le motivazioni sopra richiamate, la Questura ha confusamente e contraddittoriamente richiamato e applicato le norme regionali in tema di distanze nel corso di un procedimento che aveva ad oggetto unicamente la modifica della intestazione della licenza, quando quelle stesse norme non risultano essere state applicate in occasione del rilascio della licenza stessa a favore del sig. Chen Siting, avvenuto nel settembre 2018, nonostante, come si è detto, esse avrebbero dovuto trovare applicazione.

Ove avesse inteso porre rimedio a una illegittimità della licenza, la Questura avrebbe dovuto preliminarmente intervenire sul titolo abilitativo mediante l’esercizio del potere di autotutela e non in occasione di un’istanza con la quale è stata chiesta unicamente la modifica della intestazione della licenza, senza che vi sia stata una modifica dell’attività e dei locali in cui la stessa viene svolta, per conto della stessa concessionaria (la Eurobet Italia s.r.l.)”.

“Il provvedimento impugnato è pertanto viziato da difetto di istruttoria. Le ulteriori censure dedotte possono essere assorbite.

Per le ragioni esposte la domanda di annullamento è fondata e va, pertanto, accolta”.