Il Tar Liguria ha accolto – tramite sentenza – il ricorso presentato contro il Ministero dell’Interno in cui si chiedeva l’annullamento del decreto del Questore di Imperia di rigetto dell’istanza per il rilascio dell’autorizzazione, ai sensi dell’art. 88 T.U.L.P.S., per l’attività di raccolta delle scommesse nei locali siti in Taggia (IM).

Si legge: “In data 21/06/2019 la Società (…) presentava alla Questura di Imperia istanza per l’autorizzazione (ex art. 88 T.U.L.P.S.) alla raccolta delle scommesse per conto della Società (…), attività da svolgersi in forma accessoria all’attività di cartoleria/gadget nei locali condotti in locazione in Taggia (IM).

Nell’ambito degli adempimenti di propria competenza, il Comune di Taggia segnalava alla Questura che il locale si trova a distanza di: 205 metri dalle scuole elementari (…) 234 metri dalle scuole medie (…) e 184 metri dal parco giochi dei bambini.

Successivamente, con nota datata 10/08/2019, la Questura comunicava alla Società la sussistenza di motivi ostativi al rilascio dell’autorizzazione richiesta.

Seguiva un’interlocuzione tra la Questura e il ricorrente, tuttavia, il Questore della Provincia di Imperia con decreto del 23/11/2019 respingeva l’istanza.

A fondamento del ricorso la parte ricorrente, lamentando di subire un grave pregiudizio, conseguente alla sostanziale inibizione dell’attività che intendeva svolgere, deduceva un unico ed articolato motivo:

– violazione e/o falsa applicazione degli artt. 1-2, l. r. Liguria n. 17 del 2012; carenza dei presupposti, travisamento dei fatti, illogicità di risposta e di motivazione da parte della Questura alle osservazioni avanzate da parte ricorrente con memorie in data 19/08/2019 e 20/08/2019: secondo parte ricorrente, il provvedimento del Questore oggetto di impugnazione sarebbe illegittimo poichè, innanzitutto, relativamente all’attività di raccolta e gestione delle scommesse, non sarebbe applicabile la disciplina sulle distanze minime (300 metri) dai “luoghi sensibili” prevista dalla l. r. n. 17 del 2012, che riguarda esclusivamente “l’esercizio delle sale da gioco e il gioco lecito nei locali aperti al pubblico”. Inoltre, il Comune di Taggia non potrebbe estendere l’operatività delle distanze minime alle agenzie di scommesse: in primo luogo, perché non esiste un apposito regolamento comunale in materia e, in secondo luogo, perchè anche se esistesse non potrebbe estendere l’operatività della l. r. n. 17 del 2012 a fattispecie da quest’ultima non considerate, ma solo individuare ulteriori categorie di “luoghi sensibili” per i quali opererebbero le suddette distanze minime.

Il Questore di Imperia con il provvedimento impugnato datato 23/11/2019 ha respinto l’istanza della Società (…) per l’autorizzazione (ex. art. 88 TULPS) T.U.L.P.S.) alla raccolta delle scommesse poiché il locale, individuato per l’insediamento dell’attività di raccolta scommesse, si trova ad una distanza inferiore a quella prevista dall’art. 2 della l. r. n. 17del 2012 dai luoghi qualificati, dallo stesso articolo, come “sensibili”. Secondo la Questura l’art. 2, che disciplina espressamente limiti per l’installazione di sale da gioco, sarebbe applicabile anche alle agenzie di raccolta scommesse sulla base della finalità della legge che mira a contrastare il vizio del gioco e a tutelare soggetti ritenuti psicologicamente più vulnerabili.

Parte ricorrente ha contestato l’applicabilità della l. r. n.17 del 2012 anche all’attività di raccolta e gestione delle scommesse.

Relativamente al problema della c.d. “lotta alla ludopatia” e all’interpretazione della normativa statale e regionale in materia, con particolare riguardo alla l. r. n. 17 del 2012, questo Tribunale si è già pronunciato con due sentenze (sentt. 646/2018 e 680/2019), evidenziando, in uno con la giurisprudenza, la differenza tra le sale giochi dotate di strumenti elettronici (VLT) e i punti di mera raccolta delle scommesse. Tale differenza consiste nella strumentazione offerta alla clientela. Mentre gli spazi VLT prevedono la presenza di apparecchiature elettroniche capaci di monopolizzare l’attenzione del giocatore seriale, le sale scommesse offrono soltanto un luogo per la raccolta, appunto, delle scommesse.

Tale distinzione non abilita l’amministrazione ad applicare anche alle sale scommesse i limiti distanziometrici che devono invece essere osservati dalle sale giochi.

Infatti, la diversità tra le due categorie di esercizi giustifica l’applicazione delle distanze minime dai luoghi sensibili esclusivamente alle sale giochi, le quali comportano maggiori rischi per la ludopatia, senza che sia possibile estendere in via analogica la suddetta normativa regionale alle agenzie di scommesse.

Al riguardo il Consiglio di Stato (Sez. IV,16/06/2017, n.2956) ha specificato che “non si può negare che tra le due attività (gioco con apparecchio tipo slot, da un lato, raccolta scommesse su eventi futuri, dall’altro) esiste una certa differenza di base”; invero, “come osservato proprio dal T.a.r. della Lombardia nella recente decisione n. 706/2015, non è del tutto arbitrario affermare che gli apparecchi di cui all’art. 110 commi 6 e 7 del Tulps (tra cui, in particolare, slot machine e videolottery) «paiono i più insidiosi nell’ambito del fenomeno della ludopatia, in quanto, a differenza dei terminali per la raccolta delle scommesse, implicano un contatto diretto ed esclusivo tra l’utente e la macchina, senza alcuna intermediazione umana volta a disincentivare, per un normale meccanismo psicologico legato al senso del pudore, l’ossessione del gioco, specie nella fase iniziale del processo di dipendenza patologica»” (in tal senso, T.A.R. Lombardia, sez. I, 8/7/2015, n. 1570).

Pertanto, deve ribadirsi che la l. r. n. 17 del 2012 nel prevedere i limiti alle “sale da gioco” non trova applicazione anche con riguardo alle attività di raccolta e gestione delle scommesse.

Alla luce di quanto sinora esposto, il ricorso deve essere accolto e, per l’effetto, deve essere annullato il provvedimento di diniego emesso dalla Questura datato 23/11/2019.

Sussistono giusti motivi, stante la non chiarezza della materia e la presenza di circolari di segno opposto alla linea interpretativa seguita dal Tribunale, per la compensazione delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento di diniego impugnato.

Spese compensate”.