Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha respinto – tramite sentenza – il ricorso presentato contro contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in cui si chiedeva l’annullamento del provvedimento (…) di esecuzione e trasmissione dell’autorizzazione prot. (…); del provvedimento (…) a mezzo del quale è stato disposto il trasferimento della ricevitoria lotto pura (…).

Si legge: “1. La ricorrente, titolare di una ricevitoria del lotto nella città di Napoli, impugna il provvedimento con il quale l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha autorizzato il trasferimento della sede richiesto della ricevitoria lotto “pura” in altra zona di Napoli. Con i quattro motivi di censura svolti, parte ricorrente eccepisce, in via preliminare la nullità della notifica del provvedimento gravato, e nel merito, l’illegittimità dell’autorizzato trasferimento della ricevitoria, in quanto lo stesso sarebbe viziato da eccesso di potere per contraddittorietà, carenza di istruttoria, motivazione e travisamento dei fatti, e violerebbe i principi dell’affidamento, della buona fede, del giusto procedimento, i canoni di ragionevolezza e logicità, nonché il Regolamento del Comune di Napoli approvato con delibera di C.C. n. 74/15, l’Ordinanza del Sindaco di Napoli n. 1, progr. 387 del 4 gennaio 2016, la nota del Comune di Napoli prot. 12PB4T.0645562 del 3 agosto 2016, le circolari n. 04/47087 del 23 maggio 1956 e n. 04/63406 del 25 settembre 2001, il DM 7 novembre 1995, il D.D. prot. N. 2012/57101/giochi/ltt del 20 dicembre 2012 e il DM 38/2013.

Il ricorso è infondato e deve essere rigettato per le ragioni che si illustrano nel prosieguo.

In via preliminare si rileva l’infondatezza dell’eccezione di nullità della notifica del provvedimento gravato in quanto sarebbe stato portato a conoscenza della ricorrente a mezzo posta raccomandata con ricevuta di ritorno e non con le modalità previste dal codice di procedura civile. Si rileva al riguardo che, a prescindere dalla possibilità per la pubblica amministrazione di avvalersi del servizio postale per portare un proprio atto a conoscenza del destinatario nel caso in cui la legge non preveda espressamente la notificazione in senso tecnico, nella fattispecie l’atto è pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario per sua stessa ammissione e, pertanto, la notifica a mezzo posta ha raggiunto lo scopo cui era preordinata.

Ciò premesso, l’atto impugnato è legittimo ed è stato emanato nel rispetto della vigente normativa in materia. In particolare, l’articolo 6 della legge n. 85/1990 prevede che “A tutte le concessioni del gioco del lotto si applicano le disposizioni di cui alla legge n. 1293/1957, e s. m., ed al D.P.R. n. 1074/1958, e s. m..”. L’articolo 78 del D.P.R. n. 1074/1958 prevede che le rivendite possono essere autorizzate al trasferimento in altro locale. L’articolo 80 comma 4 della legge n. 289/2002 ha abolito il requisito della distanza tra le ricevitorie lotto gestite da rivenditori di generi di monopolio e le ricevitorie lotto “pure”.

La Direzione Generale dell’A.A.M.S., in ordine ai trasferimenti di ricevitorie lotto “pure” che si andrebbero a collocare a distanza inferiore ai 200 metri da rivendite con annessa ricevitoria, con nota n. 30471 del 04.06.2004, ha disposto che possono essere autorizzati i trasferimenti di dette ricevitorie purché non venga a determinarsi uno squilibrio nell’assetto della rete.

La predetta Direzione Generale, con successive note n. 8522 del 09.03.2011 e n. 21155 del 07.06.2011, ha chiarito che le richieste di trasferimento fuori zona in ambito comunale delle ricevitorie lotto “pure” possono essere accordate quando provengano da ricevitorie che abbiano avuto una diminuzione delle entrate del gioco del lotto e che la quarta parte della somma del reddito del lotto, realizzato nell’ultimo esercizio finanziario dalle tre ricevitorie più vicine al locale proposto, sia uguale o superiore ai parametri indicati nell’art. 3 del Decreto Direttoriale 16 maggio 2007.

Nel caso di specie, le risultanze istruttorie agli atti evidenziano la sussistenza dei predetti requisiti: a) comprovata diminuzione delle entrate del gioco del lotto della ricevitoria richiedente il trasferimento; b) la quarta parte della somma del reddito lotto, realizzato nell’ultimo esercizio dalle citate tre ricevitorie più vicine al locale proposto per il trasferimento, risultata pari ad € 35.189/32, è ampiamente superiore al citato parametro richiesto che per Napoli, Comune con popolazione superiore a 100.000 abitanti, è di € 26.746/27.

In particolare, la capienza reddituale è stata riscontrata sommando i redditi lotto delle ricevitorie indicate nella perizia giurata prodotta dalla controinteressata, ovvero la Ric. Lotto n. 500 annessa alla rivendita n. (…) distante 160 metri, la Ric. Lotto n. (…) annessa alla rivendita n. (…) distante 221 metri e la Ric. Lotto n. (…) annessa alla rivendita n. (…) distante 333 metri.

Al riguardo la ricorrente lamenta il mancato inserimento nel suddetto calcolo del reddito prodotto dalla propria ricevitoria lotto in luogo della Ric. Lotto (…), a suo dire, più lontana di 30 metri. Sul punto si osserva che la ricorrente non ha fornito alcuna prova atta a dimostrare la maggiore vicinanza della propria ricevitoria rispetto alla ricevitoria (…), limitandosi a chiedere una verificazione. Ma, a prescindere da ciò, deve rilevarsi che l’amministrazione ha precisato che, anche laddove fosse stata presa a riferimento la ricevitoria della ricorrente, non rientrante secondo i rilievi svolti nella terna delle ricevitorie più vicine al locale proposto, il requisito reddituale sarebbe aumentato sensibilmente passando dai citati € 35.189/32 a € 49.310/22, quindi, quasi il doppio del citato parametro richiesto di € 26.746/27.

Inoltre, sulla base della planimetria prodotta dalla controinteressata, l’amministrazione ha valutato che la porzione del locale destinata alla ricevitoria lotto (di 4,5 mq circa) risulta rispettare i requisiti previsti dalle regole tecniche allegate alla convenzione di concessione di cui al D.L. n. 16/2012.

Alla luce di quanto rilevato il provvedimento appare legittimo in quanto adottato in base alle previsioni normative che regolamentano la materia, così come peraltro esplicitate nelle Circolari interpretative adottate dalla Direzione Centrale competente, e sorretto da idonea istruttoria.

Parte ricorrente sostiene la mancata osservanza, da parte dell’amministrazione, del regolamento del Comune di Napoli in tema di sale giochi e giochi leciti approvato con D.C.C. n. 74/2015. Sul punto si evidenzia che, tra le tipologie di esercizi che rientrano nella definizione di sala pubblica di gioco di cui al suindicato regolamento comunale n. 74/2015, non rientra quella di ricevitoria del lotto che, tra l’altro, non è subordinata all’ottenimento dell’autorizzazione comunale ai sensi dell’art. 86 del TULPS, nè della licenza di cui all’art. 88 del TULPS rilasciata dalla Questura.

L’ambito di applicazione del suddetto regolamento concerne le licenze e le autorizzazioni di competenza comunale relative all’esercizio di giochi leciti in conformità a quanto previsto dal TULPS, dalla legge Regione Campania n. 16/2014 e dall’art. 19 del D.P.R. n. 616/1977. Infatti, nella dettagliata elencazione delle tipologie di giochi trattate da detto regolamento non risultano annoverate le ricevitorie del lotto.

Parte attrice deduce, inoltre, che la zona di provenienza della ricevitoria n. (…) sarebbe stata privata dall’unico punto lotto esistente, con grave pregiudizio alla rete di offerta del gioco del lotto. Invero, risulta agli atti che detta zona di provenienza risulta adeguatamente fornita di punti lotto, atteso che a breve distanza dalla sede di provenienza insistono ben tre concessioni lotto di cui una, la n. (…), ad appena 100 metri.

A sostegno del ricorso si adduce che non è stato preso in esame l’art. 2 del decreto direttoriale 16 maggio 2012 modificato dal decreto del 20.12.2012. Sul punto si evidenzia che risulta del tutto inconferente il richiamo al citato articolo 2 in quanto lo stesso concerne la possibilità di istituire, in deroga al requisito di redditività di cui al precedente articolo 1, una nuova ricevitoria lotto da ubicare presso le rivendite situate a distanza superiore a 400 metri dalla ricevitoria lotto più vicina, ciò allo scopo di ampliare la rete di raccolta del gioco del lotto. La ricevitoria oggetto del gravato trasferimento è stata, invece, istituita secondo le procedure ordinarie.

Risulta, altresì, priva di fondamento l’eccezione mossa dalla ricorrente laddove assume che verrebbe falsato, dal richiesto trasferimento, il criterio di una rivendita ogni 1.500 abitanti. Infatti, detto criterio, stabilito dal comma 3 dell’articolo 2 del D.M. n. 38 del 21.02.2013, afferisce ai criteri per l’istituzione di rivendita tabacchi ordinaria in Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti.

Alla luce delle considerazioni esposte sopra, il ricorso deve essere rigettato.

In ragione degli interessi sottesi alla controversia, si ritiene che sussistano i presupposti di legge per la compensazione tra le parti delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.

Spese compensate”.