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(Jamma) Il gestore o operatore di gioco che vuole ricorrere contro la dismissione del nulla osta degli apparecchi da intrattenimento a seguito del provvedimento di riduzione del numero delle slot sul territorio deve rivolgersi al giudice ordinario.

Lo ha stabilito il Tar Puglia in merito al ricorso presentato da una società del leccese. “…il D.M. M.E.F. del 25 Luglio 2017 ha posto in capo ai concessionari della rete telematica per la gestione del gioco lecito l’obbligo di procedere alla riduzione dei nulla osta di apparecchi AWP pari alle seguenti misure minime commisurate al numero di nulla osta di cui gli stessi erano intestatari alla data del 31 Dicembre 2016: entro il 31 Dicembre 2017 il 15 per cento; entro il 30 Aprile 2018 il 34,9 per cento (da intendersi quale riduzione complessiva).

In conclusione, tali norme hanno conferito all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il potere/dovere (pubblicistico) di procedere alla riduzione in misura proporzionale fra i concessionari, consentendo a questi ultimi di compiere le scelte attuative (e, quindi, di ridurre il proprio parco macchine stabilendo quali apparecchi dismettere) sulla base di proprie autonome e libere valutazioni imprenditoriali e, dunque, sul piano privatistico (se la parte ricorrente ritiene che tale facoltà non sia consentita dal contratto in essere con la Società concessionaria xxx potrà agire dinanzi al competente G.O.)” si legge nella sentenza del 5 giugno 2018.

La richiesta di accesso ai documenti amministrativi (documentazione del procedimento di dismissione slot machines) proposta ex art. 116 secondo comma c.p.a. (e rientrante nella giurisdizione esclusiva del G.A.) è stata respinta “ai sensi dell’art. 22 secondo comma della Legge 7 Agosto 1990 n° 241 e ss.mm., in quanto l’istanza di accesso del 5 Marzo 2018 è stata indirizzata (unicamente) alla società concessionaria, che pur essendo un soggetto concessionario di un pubblico servizio, non è – però – in possesso della documentazione amministrativa (inerente alla verifica dei presupposti di cui alla direttiva dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ovvero “l’analisi della distribuzione territoriale effettuata su base regionale, al fine di verificare la presenza del concessionario in ciascuna regione in misura percentuale rispetto all’intero territorio nazionale; la ripartizione dell’eccedenza rilevata in misura proporzionale alla presenza del concessionario nella Regione Puglia; il numero degli apparecchi da dismettere in funzione degli apparecchi che hanno registrato, nei dodici mesi precedenti, la minore raccolta media di gioco su base giornaliera”) richiesta dal ricorrente, detenuta – invece – dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

 

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