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Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia quest’anno chiuderà in aumento dello 0,5%. L’Upa, l’associazione delle aziende che investono in pubblicità, taglia le previsioni sull’anno in corso rispetto allo 0,8% indicato a inizio 2019. Lo scorso anno la crescita della raccolta era stata del 2%, ma nei primi quattro mesi dell’anno gli investimenti pubblicitari hanno registrato una crescita zero.

“E’ il quinto anno di seguito con il segno positivo e un tasso di crescita contenuto ma comunque superiore a quello del Pil, che resterà invece vicino allo zero”, ha spiegato il presidente di Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi, a margine di Upa2019, l’assemblea che riunisce il mondo della comunicazione e degli investitori pubblicitari.

Il 2019 per il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia sarà un anno “statico ma cruciale. Ora stiamo facendo i giochi per l’anno prossimo e io sono più preoccupato per il prossimo anno. Se perdurasse l’incertezza e se dovesse mai aumentare l’Iva allora avremmo da essere veramente preoccupati”, ha aggiunto.

Buone notizie vengono invece dall’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026 a Milano e Cortina. “E’ una grande notizia per il Paese e per Milano, che può prolungare quell’onda nata da Expo e che la rende una delle città più dinamiche d’Europa. Tutto questo si porta dietro investimenti in tutti i settori, anche nel pubblicitario”. Sassoli de Bianchi ha spiegato che è ancora presto per fare una stima sugli investimenti pubblicitari legati alle Olimpiadi, ma “parliamo di decine se non centinaia di milioni di euro di risorse pubblicitarie aggiuntive che arriveranno attorno alle Olimpiadi, come è già avvenuto ai tempi di Torino. E difficile quantificarli, ma parliamo di numeri significativi”, ha aggiunto.

Per quanto riguarda il 2019 i dati diffusi da Upa confermano la tenuta del sistema televisivo, sceso sotto la soglia del 50% degli investimenti complessivi (45,4%), e l’ulteriore flessione di quotidiani (-10,8%) e periodici (-14,2%), che hanno perso in termini di ricavi pubblicitari oltre due terzi del valore rispetto al 2008. Le piattaforme search, social e video hanno invece fatto registrare l’ennesimo anno di forte crescita (+9,8%) e oggi rappresentano il secondo aggregato per raccolta pubblicitaria dopo i broadcaster. I ricavi digitali degli editori tradizionali crescono dell’1,2%, compensando marginalmente la contrazione della raccolta in questo settore. Positivo l’andamento del sistema radiofonico (+2%, previsto a maggio). Sugli investimenti pesa anche lo stop alla pubblicità del gioco d’azzardo che nei prossimi dodici mesi, ha spiegato Sassoli de Bianchi, potrebbe pesare fra 100 e 150 milioni di euro.

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