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(Jamma) – Nella seduta del 15 ottobre us, il Consiglio dei Ministri ha approvato la manovra economica per il 2017, per un importo di 26,5 miliardi di euro (circa due miliardi di euro in più rispetto a quelli previsti).

Con la legge di stabilità il Governo ha la facoltà di introdurre innovazioni normative in materia di entrate e di spesa, fissando anche il tetto dell’indebitamento dello Stato. Il Governo ha l’onere di presentare la legge entro il 15 ottobre (tempistica che sul filo di lana è stata anche quest’anno rispettata); il Parlamento avrà tempo di esaminarla, emendarla e approvarla entro il 31 dicembre. Il progetto di Stabilità 2017 è in partenza per Bruxelles dove dovrà infatti essere vagliato anche dalla Commissione Europea. Lo scorso anno il placet dall’Europa arrivò a metà novembre. Da alcune dichiarazioni rese, si deduce che il Governo non voglia attendere il 31 dicembre pv per l’approvazione della Stabilità, in quanto se al referendum del 4 dicembre non dovesse vincere il “SI” si potrebbe aprire una crisi. Una crisi di governo senza la Stabilità 2017 potrebbe aprire scenari apocalittici: senza gli strumenti per governare nel nostro Paese regnerebbe il caos.

Nel corso della conferenza del 15 ottobre u.s nel parlare delle coperture previste, il tema di quelle derivanti dai giochi non è stato affrontato. Ad ogni buon conto l’industria dei giochi dovrebbe contribuire per 750/800 milioni: le misure si basano in gran parte sulle “una tantum” delle gare e sul recupero dell’evasione fiscale nel settore degli apparecchi da divertimento ed intrattenimento di cui all’art. 110, comma 6 lett. a) e b) TULPS. Si vorrebbe procedere però con determinazione alla riduzione delle macchinette in bar e tabacchi e all’eliminazione degli apparecchi in alberghi, ristoranti e sale giochi.

Nelle previsioni del MEF si dovrebbero recuperare le somme – oltre 160 milioni di euro – non versate da concessionari, gestori ed esercenti delle slot che nel 2015 erano tenuti a pagare una tassa annuale da 500 milioni, norma, si ricorda, al vaglio della Corte Costituzionale dove prima del prossimo anno è verosimile che non venga fissata la relativa udienza. Gli operatori titolari delle concessioni di rete saranno incaricati della riscossione dei tributi mancanti. Il pagamento dovrà avvenire, entro trenta giorni, altrimenti gli stessi concessionari potranno procedere con il pignoramento dei beni di gestori ed esercenti.

Si dovrebbe procedere quindi dal 1 gennaio p.v. – non appena la nuova Stabilità 2017 entrerà in vigore, referendum permettendo – con la riduzione degli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6 lett. a) TULPS. Il taglio, previsto nel mese di gennaio, riguarderà 36mila AWP, ubicate nelle 6200 sale giochi censite, locali di intrattenimento nei quali non vige il divieto di accesso ai minori di 18 anni, a cui si dovrebbero aggiungere circa 8mila apparecchi nei 3mila esercizi non specializzati: edicole, stabilimenti balneari, alberghi, ristoranti.

Degli 800 milioni previsti dai giochi, una quota importante dovrebbe arrivare dai vari bandi di gara.

Sembrerebbe che una somma tra i 60 e gli 80 milioni debba arrivare dalla base d’asta della gara per la concessione del Super Enalotto (in scadenza a metà 2018). Nel bilancio del 2017 sono attesi quindi: i 500 milioni che lo Stato avrebbe dovuto incassare quest’anno dalle gare per l’assegnazione di 15mila punti scommesse e 220 sale bingo; il rischio è che se non dovesse arrivare l’accordo tra Stato e Regioni (la prossima riunione è prevista per il 20 ottobre pv) potrebbe slittare anche al 2018. E’ verosimile che nel 2017 venga indetta la procedura per il rilascio di 120 concessioni per il gioco online al costo di 200mila euro ciascuna, che non è sottoposto ad alcun vincolo territoriale (sic!) almeno per il momento (l’uso intensivo del condizionale è oramai d’obbligo per ciò che riguarda il settore… NDR).

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