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Un rapporto pubblicato su El Español affronta la situazione che si verificherebbe nel caso in cui la pubblicità del gioco, in particolare quella delle case di scommesse, venisse impedita. Uno scenario che deve essere considerato come possibile, data la lotta che Podemos, il partito di Pablo Iglesias, sta portando avanti in questo senso.

Secondo El Español, la pubblicità rappresenta “il catalizzatore per i proventi di programmi radiofonici e televisivi sportivi”. Si ritiene “verosimile che i media subiscano un duro colpo alle loro entrate pubblicitarie, in particolare i media sportivi come radio, televisioni e media digitali e supporti cartacei che hanno visto nelle scommesse un buon salvagente per compensare il calo della pubblicità negli ultimi anni”.

Per Podemos l’obiettivo è riformulare la tassa speciale sul gioco d’azzardo e vietare la pubblicità dei bookmaker.

“Data l’importanza che questa pubblicità miliardaria ha raggiunto, è urgente che esca dalle nostre vite”, hanno spiegato. Un business milionario per i media che solo negli ultimi dodici mesi hanno ricevuto parte dei 270 milioni di euro stanziati per il marketing tra affiliati, bonus rilasciati, sponsorizzazioni e pubblicità.

L’ultimo rapporto trimestrale della Direzione generale per la regolamentazione del gioco d’azzardo per il secondo trimestre di quest’anno afferma che solo tra aprile e giugno sono stati assegnati 81,3 milioni di euro alla commercializzazione, un budget che è cresciuto del 6,7% nell’ultimo trimestre. Una cifra che rappresenta già la metà del GGR generato dal gioco, cioè l’ammontare totale degli importi dedicati alla partecipazione al gioco, i bonus dedotti ei premi pagati.

Di questi 81 milioni nell’ultimo trimestre, 41 milioni sono andati alla sola pubblicità e altri 2,9 milioni alle sponsorizzazioni. In un anno la pubblicità ha rappresentato 132,6 milioni, una cifra in costante crescita che contrasta con la stagnazione del business pubblicitario nei media e il declino degli investimenti pubblicitari in altri settori produttivi.

Questa figura migliora i 113 milioni registrati nel 2016 ed i 103 milioni chiusi nel 2017. A questo si aggiungono altri 11 milioni che in un anno sono stati destinati alle sponsorizzazioni, due milioni in più dei nove milioni del 2017, quasi il triplo dei quattro milioni del 2016.

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