Secondo i dati dell’undicesima edizione del Game and Society Study, l’84,9% della popolazione adulta spagnola (30 milioni di persone) gioca come opzione di intrattenimento o di svago, sia a giochi di fortuna esclusivi, come le lotterie, sia ai giochi che uniscono la fortuna alla socializzazione e al divertimento, caratteristiche del gioco privato. Questo dato è inferiore a quelli registrati prima della crisi precedente (2007), quando superava il 90%. Il gioco d’azzardo è un’attività completamente integrata nella società spagnola. Lo studio è stato sviluppato dal professore di sociologia e membro dell’Istituto di politica e governance dell’Università Carlos III di Madrid, José Antonio Gómez Yáñez e dall’avvocato e membro del Consiglio per gli studi sulle politiche e la legislazione sul gioco d’azzardo, Carlos Lalanda Fernández.

Nelle parole di José Antonio Gómez Yáñez: “L’obiettivo di questa ricerca è analizzare in modo reale e verificabile il rapporto tra società spagnola e gioco d’azzardo. Il gioco è oggetto di dibattito, come molte attività produttive, che acuisce ulteriormente la necessità di questo tipo di studio che fornisca una visione oggettiva, basata sui dati, per opinione pubblica, amministrazioni e media. Si tratta di offrire dati reali e aggiornati sul gioco d’azzardo come parte delle abitudini della società spagnola. Va detto che la stragrande maggioranza di coloro che giocano in modo responsabile, sanno che ha un costo, come andare a vedere uno spettacolo”.

L’amministratore delegato di CEJUEGO, Alejandro Landaluce, afferma che “le amministrazioni sono sempre più preoccupate per un possibile uso inappropriato del gioco d’azzardo nella società e noi, come rappresentanti del settore, condividiamo questa sensibilità. Per questo sosteniamo questo tipo di studi scientifici che ci permettono di conoscere la realtà dei comportamenti sociali nei confronti del gioco d’azzardo, al di là delle percezioni individuali o collettive, al fine di agire in quelle aree che sono necessarie all’interno della nostra responsabilità”.

Attraverso dati statistici e analisi professionali, si ricava che i giochi basati principalmente sulla fortuna sono ancora l’opzione maggioritaria per gli spagnoli, suddivisi in Lotteria di Natale (25,8 milioni di acquirenti), Lotteria El Niño (14,5 milioni), lotterie primitive (14 milioni) e tagliandi dell’ONCE (8,5 milioni). La ricerca evidenzia che il Gratta e VFinci ONCE continua a essere l’opzione di gioco in più rapida crescita per il secondo anno consecutivo con il 9,9% di partecipazione e quella che attira il pubblico più giovane, il 50,5% dei suoi giocatori è sotto 35 anni.

Per quanto riguarda i giochi gestiti privatamente – quelli di intrattenimento, socializzazione e fortuna – lo studio conclude che 6,5 milioni di persone non sono mai andate in un casinò, bingo, sala da gioco o non hanno mai giocato o scommesso su una macchina in un bar. Il profilo dei clienti di questi giochi è molto vario, con un target di riferimento diverso, di età variabile tra i 18 ei 75 anni e di tutti gli status sociali.

Secondo lo studio, durante l’anno 2019, 2,2 milioni di persone hanno giocato nei casinò, 2,4 milioni nelle sale bingo, 3 milioni in sale da gioco e 1,5 milioni in macchine arcade.

Per quanto riguarda il gioco d’azzardo online, la spesa in Spagna è inferiore a 800 milioni di euro all’anno, che rappresenta il 7,7% della spesa totale per il gioco d’azzardo nel 2019. Si sono collegati almeno una volta all’anno per giocare online 1,5 milioni di persone, con una media mensile di 630.000. Di questi, solo 300.000 giocano costantemente, ovvero lo 0,9% della popolazione tra i 18 ei 75 anni. Passata la novità, si assesta il comportamento tipico di chi gioca su internet: le sessioni di gioco si accorciano e le somme spese rimangono a livelli simili a qualsiasi altro hobby.

La tipologia di utenti è molto eterogenea e non consente di definire un profilo di giocatore specifico, principalmente uomini tra i 26 ei 35 anni (34,4%).

Secondo lo studio, la popolazione che partecipa ai giochi di gestione pubblica è attratta dall’illusione del premio, una grande ricompensa che può cambiare la propria vita.

Ciò che motiva invece i clienti che frequentano casinò, sale bingo, lounge, case da gioco o che giocano nei distributori automatici di bar è il desiderio di uscire, associarsi con persone con gli stessi hobby, mostrare destrezza o abilità. Non sono giochi basati sull’illusione di vincere un grande premio, sono giochi di socializzazione, divertimento e intrattenimento.

Infine, gli autori sottolineano che secondo i dati dello Studio, il tasso di gioco d’azzardo problematico in Spagna rimane stabile, con lo 0,3% della popolazione tra i 18 ei 75 anni. Questa percentuale colloca la Spagna come il secondo paese con il tasso più basso tra i paesi con dati disponibili, in coincidenza con la Norvegia, il che rende empiricamente impossibile affermare un problema di gioco nella società spagnola.

Se invece delle indagini sulle abitudini della popolazione adulta, seguendo le linee guida del DSM-IV o PGSI, vengono analizzati i casi diagnosticati con disturbo da gioco d’azzardo – sulla base dei dati pubblicati dal Ministero della Salute dai sistemi sanitari dei CCAA – questi possono essere stimati in una cifra vicina a 7.000 individui, ovvero lo 0,02% della popolazione tra i 18 ei 75 anni di età. Questi dati quantificano ulteriormente la bassa incidenza del gioco d’azzardo problematico in Spagna.