Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia – sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) – ha accolto – tramite decreto – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Bergamo in cui si chiedeva l’annullamento del provvedimento prot. P2545-13 VIII 4/F 1300-13 del 3/09/2019 (doc. 1), notificato il 4/09/2019, con il quale il Dirigente della Direzione Commercio e Servizi Cimiteriali del Comune di Bergamo ha ordinato in (asserita) applicazione dell’art. 17 quater del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con decreto n. 773/1931, per i motivi di cui in premessa, alla Società (…), la sospensione dell’attività sala giochi e VTL con annessa la somministrazione di alimenti e bevande, sita in Bergamo (…) per una settimana lavorativa che viene individuata da mercoledì 9/10/2019 a martedì 15/10/2019; nonché degli atti ad esso presupposti, quali: la Determinazione n. 1446-16 del 5/07/2016 (doc. 2), assunta dal Responsabile della Direzione Edilizia Privata e Attività Economiche del Comune di Bergamo, recante ad oggetto: “Criteri di irrogazione delle sanzioni amministrative accessorie in materia di commercio e attività produttive di competenza della Direzione Edilizia Privata e Attività Economiche –Sueap, Servizio Commercio, suolo pubblico ed eventi”; il Regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito del Comune di Bergamo (doc. 3), approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n. 71 del 6/06/2016 e successivamente modificato con Deliberazione n. 31 del 20/03/2017, nella sola parte (art. 5 comma 3) in cui prevede che: “il mancato rispetto di quanto prescritto (nell’ordinanza sindacale) è punito con le sanzioni previste dagli art. 17 bis e seguenti dello stesso TULPS, i quali prevedono, oltre alla sanzione pecuniaria, una sanzione accessoria di sospensione sino a tre mesi dell’attività”.

Per il Tar: “Considerato che, anteriormente alla trattazione della domanda cautelare da parte del collegio, l’adozione di misure cautelari monocratiche è consentita, ai sensi dell’art. 56, comma 1, c.p.a., “in caso di estrema gravità ed urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio”; rilevato che il Comune appare aver posto a fondamento del provvedimento impugnato l’art. 17 quater del R.D. n. 773/1931 (anziché l’art. 10 del medesimo decreto) e che tale erronea presupposizione ha prodotto i suoi effetti distorsivi anche nella determinazione della sanzione irrogata non consentendo un’adeguata graduazione della sospensione; osservato che la sospensione dell’attività per il periodo fissato dall’ordinanza avversata è idonea a dispiegare effetti pregiudizievoli sotto il profilo reputazionale, non agevolmente ristorabili per equivalente; considerato che la prima camera di consiglio utile per la trattazione dell’istanza cautelare è fissata per il 24 ottobre 2019, in tempo non utile, quindi, per scongiurare il danno grave e irreparabile prospettato; ritenuto pertanto che sussistono i presupposti di cui al citato art. 56, co. 1, c.p.a.;

P.Q.M.

Accoglie la domanda proposta e fissa per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare la camera di consiglio del 24 ottobre 2019”.