“Ho vissuto tutti i cambiamenti del nostro settore. In principio si è pulito il comparto da tante cose che non andavano bene. Avevo molta fiducia, il problema è che siamo sempre stati un po’ vessati dallo Stato, invece di un alleato abbiamo sempre trovato un ostacolo che stiamo patendo. Senza contare le restrizioni a livello regionale che stiamo oggi vivendo in Piemonte”.

Lo ha detto Davide Valenzano (nella foto), titolare Giog Srl, nell’ambito della «Snaitech Sustainability Week» durante un’intervista ad opera di Maria Chiara Polselli (Direttore BU Betting Retail Snaitech) tramite un Instagram Talk sul canale ufficiale di Snaitech.

“Dopo il primo lockdown abbiamo anche sostenuto diverse spese per garantire la sicurezza, nonostante non ci fosse nessun focolaio nelle nostre sale. Speriamo che questo non succeda mai più. Sicuramente un minimo di discriminazione lo abbiamo sentito, anche perchè ci sono state attività che hanno continuato ad offire gioco nonostante fossero molto più piccole. Luglio e agosto per la nostra economia sono sempre i mesi più difficili, e ci hanno riaperto solo ora. Abbiamo avuto degli aiuti, ma sono stati troppo piccoli, per fortuna c’è stata la cassa integrazione altrimenti non ce l’avremmo fatta. La Snai ci ha dato una mano e sicuramente in questi periodi di solitudine il rapporto personale si è tanto fortificato, non ho mai sentito mancare verso le mie aziende la fiducia della Snai e di questo sono veramente grato. Spero ora di poter ripagare quello che ho avuto. Speriamo di non essere mai più discriminati in questo modo. Siamo un settore legale, non dimentichiamocelo. Il nostro è un comparto molto delicato, la legalità deve seguire sempre la nostra attività. La tutela del consumatore nel nostro mercato chi deve farla se non noi? I nostri sono ormai diventati dei punti di aggregazione, sono ambienti belli, si guarda la partita insieme, molta gente viene per passare la giornata. Siamo aziende super controllate e baluardo della legalità. L’entusiasmo non ce lo toglieranno mai, sono sicuro che torneremo a parlare di bei risultati”.

Polselli ha aggiunto: “Chi lavora in questo settore, soprattutto se lo fa da molto tempo, sicuramente ha visto il susseguirsi di una normativa che nel tempo ha cambiato sostanzialmente i termini e il contesto in cui si operava, a ciò si è aggiunto l’ultimo anno e mezzo con la pandemia e la chiusura di tutti i punti di gioco legale per tanto tempo e questo ha significato per 150mila persone tra imprenditori e dipendenti grosse difficoltà. Siamo l’unico settore che ha accanto l’aggettivo legale e questo dovrebbe far riflettere. Oltre alla chiusura, che ha comportato un grande danno economico a lavoratori e all’erario, bisogna ricordare che noi siamo un argine verso l’illegalità. Questo è un aspetto che pare spesso venga dimenticato. Con le riaperture percepisco una grande voglia e grinta di andare avanti in questo comparto. Dopo tutti questi mesi non sarà facilissimo, ma c’è speranza”.