“Il rapporto con la politica non è stato dei più semplici. C’è molto pregiudizio sul comparto, alimentato da una narrazione mediatica che racconta soprattutto gli aspetti negativi, che esistono in ogni attività. Tutto questo crea ingiustificato allarmismo e impedisce alla politica di operare in modo razionale e serio sul comparto. Questo è un settore giovane, la regolamentazione in questi anni ha scontato un percorso di gioventù, questo anche perchè si tratta di un settore che ha avuto subito un grande successo. Questo successo è stato un boomerang per il settore. Forse serviva una regolamentazione che ne seguisse più velocemente lo sviluppo. L’intento iniziale era di togliere il gioco dalle mani delle organizzazioni criminali. Non dimentichiamoci che all’inizio i miliardi andavano nelle casse di qualche criminale, non di normali cittadini. La politica si è dimenticata di continuare a prestare attenzione al settore e di aggiornare le norme di volta in volta che questo comparto dimostrava la sua dinamicità e creatività. Questo è stato l’errore madre. Serve una regolamentazione che sia più coerente con i comportamenti del giocatore e del mercato. Una regolamentazione che sia unitaria e non frammentata. Il vero punto poi per me è quello di sedersi intorno a un tavolo e recuperare la funzione iniziale, quella di un settore che svolge anche una attività sociale. Serve ripartire dalle origini. Oggi il mercato ha dei players con sensibilità ed esperienza, attori in grado di recuperare quello spirito iniziale. Oggi c’è la maturità degli operatori, le istituzioni devono recuperare la stessa maturità”. Lo ha detto Alberto Cattaneo (nella foto), Founding Partner di Cattaneo Zanetto & Co., nell’ambito della «Snaitech Sustainability Week» durante un’intervista ad opera di Michele Sessa (Direttore Institutional & Regulatory Affairs e BU International Snaitech) tramite un Instagram Talk sul canale ufficiale di Snaitech.

Sessa ha aggiunto: “Nel 2019 lo Stato ha avuto introiti diretti dal gioco per circa 11 miliardi di euro, un pezzo della finanziaria. Noi non siamo stati dimenticati soltanto durante la pandemia, che abbiamo subito in maniera particolare data la chiusura del nostro settore per circa 13 mesi su 16, ma siamo di fatto un comparto dimenticato da tanto tempo. Non si vogliono affrontare le difficoltà e le esigenze del settore. La politica ha utilizzato il comparto solo come una cassa e anno per anno ha chiesto sempre di più. Il mercato si è evoluto in maniera molto più dinamica rispetto alla politica. Il mercato illegale sta prendendo molto piede nel nostro Paese, il nostro che è un Paese all’avanguardia su questo settore. Oggi ad esempio una delle nazioni che segue il nostro esempio è la Germania. Gli interventi della politica devono mirare a non tornare indietro e a combattere l’offerta illegale”.