Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Seconda) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso di una sala bingo presentato contro il Comune di Olbia (SS) e il Ministero dell’Interno – Questura di Sassari in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del regolamento per la prevenzione ed il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito che disciplina gli esercizi di giochi leciti e l’installazione di apparecchi da intrattenimento o quantomeno del Capo II – Art. 4, Comma 2, denominato “Sale giochi e spazi per il gioco nuove aperture, trasferimento di sede e ampliamenti” del suddetto regolamento pubblicato all’Albo Pretorio del Comune il 20.10.2020.

Si legge: “Considerato che, allo stato attuale, risulta emanato solamente il nuovo Regolamento comunale di disciplina del settore Giochi (d’azzardo e leciti) da parte del Comune di Olbia; rilevato che, al momento, non risultano emanati “atti applicativi”, effettivamente lesivi della sfera d’azione della ricorrente attinente al potenziale volontà di modificare la propria attività d’impresa (con, eventualmente, modifica/sostituzione di concessionario); considerato che il Regolamento comunale, all’art. 4 “Sale giochi e spazi per il gioco: nuove aperture, trasferimenti di sede e ampliamenti”, punto 2, 2, offre una definizione che riporta esattamente il contenuto della LR 11 gennaio 2019 n. 2 (art. 12 comma 3°), recante “Disposizioni in materia di disturbo da gioco d’azzardo”: “Per nuova installazione, ai fini della presente legge, si intende il collegamento degli apparecchi di cui al comma 2 alle reti telematiche dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli in data successiva all’entrata in vigore della presente legge. Sono inoltre equiparati alla nuova installazione: a) la stipula di un nuovo contratto, anche con un differente concessionario, nel caso di rescissione o risoluzione del contratto in essere; b) il rinnovo del contratto stipulato tra esercente e concessionario per l’utilizzo degli apparecchi. È ammessa, nel corso di validità del contratto degli apparecchi già installati, la loro sostituzione ed il trasferimento ad altro esercizio”.

In sostanza il Regolamento comunale riprende la definizione (già) compiuta dal legislatore regionale, includendo nel proprio testo il comma 3° dell’art. 12 LR 2/2019; considerato che, in sede cautelare, è necessario riscontrare la sussistenza di un danno grave ed irreparabile attuale, derivante direttamente dal provvedimento impugnato; ritenuto che, in questa fase, non è rinvenibile un danno grave ed irreparabile dalla riproposizione in sede regolamentare della contestata definizione normativa.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Seconda), respinge la domanda cautelare.

Compensa le spese della presente fase cautelare”.