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Il Tar Lazio ha respinto il ricorso presentato da Sapar e alcuni concessionari delle slot contro decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 25 luglio 2017, recante la “riduzione del numero dei nulla osta degli apparecchi da divertimento e intrattenimento”, dell’articolo 6-bis del decreto legge n. 50 del 2017, introdotto dalla legge di conversione n. 96 del 2017; – della comunicazione, di estremi sconosciuti, avente ad oggetto “Art. 1, comma 943, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 c.d. Legge di stabilità 2016”, con cui l’Agenzia ha comunicato ai Concessionari che il “tetto” oltre il quale è precluso i rilascio di titoli autorizzatori è fissato in 407.080 unità. Nello specifico per i giudici amministrativi “la prova della correttezza dell’interpretazione seguita dall’Agenzia è data, del resto, dal fatto che, intesa nei termini sopra indicati, l’applicazione della riduzione avviene secondo un’equilibrata distribuzione dell’onere fra tutti i concessionari, atteso che ciascuno di essi viene a sopportare l’imposizione di un tetto determinato proporzionalmente ai NOE a esso riferibili al 31 dicembre 2016, ossia all’ultimo giorno antecedente l’operatività del processo di riduzione.

L’opposta lettura del quadro normativo – ossia quella presupposta dai ricorrenti nel ricorso introduttivo del giudizio – conduce invece agli esiti distorsivi da essi stessi indicati. Non è infatti equo né ragionevole penalizzare i concessionari che nel corso del 2017 abbiano diminuito i NOE, in linea con il processo di riduzione, per premiare invece quelli che abbiano accresciuto il numero delle autorizzazioni in loro possesso, in controtendenza rispetto al percorso delineato dal legislatore”.

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