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Il meccanismo di restituzione del deposito cauzionale degli apparecchi da intrattenimento non rappresenta un aiuto di Stato in quanto non arreca alcun vantaggio economico.  E’ la conclusione cui giunge la Commissione Europea, respingendo la denuncia presentata nel 2017 da alcuni gestori di apparecchi da intrattenimento a vincita
Il 7 novembre 2016 la Commissione ha ricevuto una denuncia da parte di varie imprese che possiedono e gestiscono apparecchi da gioco Awp (i “propritari-gestori”). I proprietari –
gestori sostengono che le autorità italiane, tramite un deposito cauzionale restituibile
avrebbero concesso aiuti di Stato ad un certo numero di concessionari cui sono state affidate le funzioni di attivazione e gestione delle reti telematiche per la raccolta dei dati di gioco
che collega tutti gli apparecchi da gioco in Italia.
Con lettera del 10 marzo 2017, la Commissione ha chiesto ai proprietari -gestori una versione riservata della denuncia, che è pervenuta il 13 e il 20 aprile 2017
Il 18 maggio 2017, la Commissione ha informato le autorità italiane circa la denuncia, chiedendo loro di inviare le loro osservazioni al riguardo. L’Italia ha risposto con lettera del 27 luglio 2017, protocollata il 3 agosto 2017.
Con lettera del 4 ottobre 2017, la Commissione ha informato i proprietari -gestori
che, dopo avere esaminato le informazioni presentate e alla luce delle osservazioni delle autorità italiane, essa aveva concluso, in via preliminare, che le misure oggetto della denuncia non costituivano aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Il testo della lettera della Commissione Europea con la quale comunica la decisioneè scaricabile a questo link
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