gatti
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(Jamma) – “Ritengo doveroso intervenire, anche e non solo mediante questa testata, per invocare una presa di coscienza e un’assunzione di responsabilità da parte della dirigenza dell’ADM in merito alla vicenda del blocco dei nullaosta”.

Così in una nota l’Ing. Francesco Gatti (Bakoo Spa).

“La mancata osservanza dei patti legislativi da parte di alcuni concessionari si è tramutata, come spesso accade, in una condizione di assoluto blocco economico per il comparto. Un blocco che vede penalizzate le aziende di produzione e distribuzione di macchine da gioco e i gestori di apparati a vincita. I primi non possono effettuare alcuna vendita con il conseguente azzeramento del fatturato e della grave situazione economica coincidente. I secondi non
sono in grado di posizionare i prodotti acquistati nello scorso mese di dicembre e si trovano con meno macchine e con nessuna possibilità di aumentare i propri gettiti grazie all’adozione delle nuove e più performanti macchine.
E’ bene ricordare come in questi anni le aziende di produzione abbiano compiuto un ingente sforzo per attuare quella crescita industriale auspicata dal regolamentatore. E’ stata richiesta alle aziende del settore, nel corso dell’ultimo decennio, una crescente professionalizzazione in modo da accompagnare la crescita del comparto. Questa crescita ha comportato
ingenti investimenti tecnologici e organizzativi che le aziende di produzione hanno affrontato credendo in un mercato regolamentato e protetto.
Le aziende – spiega Gatti – si sono attrezzate per un mercato più maturo, hanno aumentato il numero di dipendenti, hanno strutturato i processi nevralgici per affrontare un mercato così impegnativo come quello del settore da intrattenimento automatico italiano. Ma oggi, al netto della posizione deficitaria dei concessionari – non tutti per fortuna – ci troviamo dinanzi a una perdita netta insopportabile per qualsiasi azienda seria e strutturata. Abbiamo perso dal 15 al 30 percento del nostro margine operativo a causa del blocco dei nullaosta con il quale è impossibile fare vendite. Parliamo di gennaio, un mese nevralgico per le nostre aziende.
Non è pensabile chiedere alle aziende di fare passi così importanti senza esserne investiti, dal punto di vista della responsabilità, almeno in parte. Non si può parlare di settore maturo se ci si permette di bloccarlo senza preavviso. Esistono le penali per macchine in eccedenza: quelle dovevano essere applicate senza fermare un settore poiché fermando un settore si impatta economicamente sui dipendenti dello stesso, sulla forza lavoro e sulla qualità industriale dell’intero comparto: è inaccettabile. E’ un diritto delle aziende del settore – aggiunge Gatti – pretendere che la stessa crescita richiesta a loro venga accompagnata da una pari crescita professionale e amministrativa del regolamentatore. Ciò non è accaduto su nessun fronte.
Politicamente la gestione Baretta ha segnato così profondamente questo comparto lacerandone le aspettative e le legittime aspirazioni industriali attraverso la “non-politica”. Questa ha consegnato ai singoli Enti locali un inaspettato potere disciplinatorio che gli stessi stanno usando in maniera indiscriminata e proibizionista.
Amministrativamente, pur comprendendo le mille difficoltà, nessuna azione intelligibile è arrivata dall’ADM: in primis il mancato – o tardivo – contrasto agli assurdi numeri sul settore che hanno segnato un punto di non ritorno per la questione slot machine e, come sempre, hanno fatto presa sull’opinione pubblica. Oggi, questa assoluta incapacità di gestire la forzata della riduzione delle macchine se non mediante il congelamento e il blocco di tutte le attività del settore, appare il segnale di una incapacità gestionale preoccupante.
La crescita che è stata richiesta al settore deve essere necessariamente accompagnata, oggi, dalla crescita amministrativa e politica che governa lo stesso.
Occorre che vengano date scadenze certe, che si comprenda che non è possibile bloccare un intero comparto produttivosenza sentire addosso il pesantissimo impegno morale che noi abbiamo assunto con i nostri dipendenti. Che si inizi a pensare al settore come una risorsa importante e come un sistema delicato da trattare con estrema accortezza, altrimenti si attiverà un processo involutivo dal quale sarà difficile sottrarsi” conclude Gatti.
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