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(Jamma) – “Dell’ossessione che il Senatore Mirabelli nutre nei confronti delle (sole) apparecchiature Awp installate (solamente) nei pubblici esercizi, si è già scritto e ce ne siamo fatti una ragione. Tuttavia, al cospetto dell’ennesima dichiarazione non veritiera circa “il contenuto” della proposta Governativa e “l’oggetto specifico” dei provvedimenti assunti o dichiarati di assunzione da parte del Governo, in materia di gioco lecito, è doveroso replicare” scrive in una nota AsTro.

“In questa sede non si difendono interessi, ma si tutela solo quel minimo di onestà nell’informazione che fa la differenza tra la politica “buona” che si propone ai cittadini con la coerenza delle proprie idee, e quella politica che sfrutta il gioco delle 3 carte per fornire al cittadino dati suggestivi e non veritieri. Parliamo di dati ufficiali: la proposta di riordino, presentata dal sottosegretario al MEF delegato alla trattativa in Conferenza Unificata, parte da un presupposto “blindato” mai sottoposto a negoziazione, attorno al quale è “ruotata”, e tutt’ora “ruota” tutta la piattaforma di interventi di cosiddetto riordino:

Il bando per il rinnovo delle concessioni scommesse (ex legge n. 208/2015), che prevede il raddoppio delle location (dalle 5.000 oggi aperte alle future 10.000), unitamente al mantenimento delle attuali sale dedicate ma non dotate di diritto per la raccolta di scommesse (altre 8.000 tra sale VLT, BINGO, sale giochi), cui si aggiunge anche il rinnovo per i c.d. “corner scommesse” (altri 5000).

Per salvare gli introiti di queste gare di aggiudicazione, il Governo ha “constatato” come le restrizioni localmente introdotte si traducano in un rischio di “gara deserta”, e quindi ha proposto un “patto” agli Enti Locali: eliminiamo la rete generalista (bar e tabacchi), e raddoppiamo la rete specializzata, rendendola libera da condizionamenti (accanto alle scuole e aperte anche alle 3 del mattino, per essere sicuri di poter “drenare” ai giocatori tutte le risorse sostitutive della rete generalista soppressa, e magari di più).

Il patto proposto è “nel merito” scellerato, nocivo per la salute pubblica, devastante per i territori, al limite dell’approccio “UNGHERESE”, ma rientra pur sempre tra le prerogative di scelta di un Governo, che “battezza” un interesse e ne sacrifica un altro (anche se questo implica 50.000 persone senza lavoro e la riconsegna dei pubblici esercizi al mercato delle offerte non autorizzate di gioco, come già successo a Bolzano).

Non è quindi vero che il “Governo” vigente, ha fatto tanto per “limitare il gioco e la ludopatia”, in quanto ha fatto esattamente l’opposto: l’obiettivo è eliminare un apparecchio “light”, che rappresenta il 26% della raccolta, che funziona a moneta metallica, promette al massimo 100 euro come premio supremo per singola partita (e che ha già esaurito i margini di “aggressione erariale”, visto che oramai il PREU AWP è al 66% del cassetto), in favore di location specializzate e altamente ramificate sul territorio, rimandando ogni intervento sul “restante 74% del gioco e sulla pubblicità.

In fondo anche un bambino sa fare certi conti: se togli le 3 awp oggi installate da 4 tabaccherie, e 4 bar, elimini (è vero) 24 AWP, fai contento “il curato” del Paese e la “moglie” del pensionato a cui il caffè costava sempre 10 euro (col vizietto della monetina); ma se apri una nuova sala specializzata (da 300 metri, in pieno centro, con dentro ogni sorta di terminale, scommessa, congegno, e un centinaio di postazioni di gioco), vedrai che lo Stato incassa lo stesso, se non di più!!

In Spagna una proposta del genere è stata bocciata 40 anni fa, e da 39 anni questo Paese (peraltro simile a molte nostre realtà): a) non conosce il dramma del G.A.P.; b) annovera prosciutterie – bar – pub con dentro 1 – 2 – 3 (massimo 4) apparecchi AWP simili ai nostri (benché siano dotati di lettore di banconote e di vincita massima più alta), in numero “proporzionalmente identico” alla nostra rete generalista (la variazione delle AWP, da 1 a 4, è rimessa all’Ente Locale, che sulle AWP riscuote la tassa); c) annovera sale dedicate (dai famosi Bingo alle sale per apparecchi), rigorosamente distanziate tra di loro (e non dai luoghi sensibili) al fine di distribuirsi omogeneamente, non creare “quartieri del gioco”, e offrire alla domanda di scommessa e gioco “forte” una offerta controllata. Il numero di queste “sale specializzate” non arriva a 2500, mentre noi in Italia le vogliamo portare a oltre 18.000.

Un messaggio “di verità” che ai cittadini si potrebbe dare è quindi il seguente: se si avesse l’umiltà di studiare, si potrebbero trovare “modelli già vincenti”, soluzioni già “sperimentate” da decenni e da decenni funzionanti in modo ottimale; senza questa umiltà bisogna ricorrere ad una “verità omessa”: togliamo 150.000 AWP da bar e tabacchi (vero), per salvare i cittadini dal G.A.P. e i minori dalla tentazione (falso, in quanto si vuole traslocare l’utenza che gioca un euro al bar a giocarne 100 nelle sale, e nulla si fa per controllare quell’on line che fidelizza l’80% dell’utenza giovanile di gioco).

Mancando studio e verità i risultati spesso sono negativi: la Conferenza Unificata è in stallo, e il settore delle AWP si appresta a licenziare almeno 50.000 persone entro Natale. Questi sono numeri reali, non suscettibili di “modifica o smentita” attraverso l’accuratezza nella comunicazione e nei panel di dibattito politico; numeri su cui bisognerà fare i conti” conclude AsTro.

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