Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) “La proposta governativa in conferenza unificata è quella di eliminare slot e vlt dagli esercizi secondari, bar e tabacchi entro 3 anni. Purtroppo alcune regioni tirano indietro per raggiungere l’intesa. Sarebbe un punto di partenza (da rivisitare prestando attenzione a non limitare l’autonomia degli enti locali in quanto a regolamentazione di distanze e di orari) per poi concentrarsi anche su gioco online e pubblicità”.

Simona Neri, sindaco di Pergine Valdarno (Ar) e responsabile del tavolo sul Gap di Anci Toscana.E sempre in tema di giochi pubblici il sindaco rende noti i dati relativi alla raccolta  nella provincia di Arezzo (comprensiva delle somme restituite in vincite).

“Con 1.459 euro di spesa pro capite annua, comprensiva di popolazione minorenne,
l’Italia è il primo mercato del gioco d’azzardo in Europa e il terzo mercato nel mondo. Nella Provincia di Arezzo, a seguito di una elaborazione dei dati di raccolta del gioco totale 2016 (fonte Adm) apprendo che il totale aretino è stato di circa 374 milioni di euro e che in alcuni Comuni viene addirittura superata la spesa pro capite nazionale (Arezzo, Capolona, Castiglion Fiorentino, Civitella in Val Di Chiana, Cortona, Foiano della Chiana, San Giovanni Valdarno, Sansepolcro)”.

“L’esperienza del tavolo ludopatie di Anci Toscana nasce dalla necessità di tutelare le fasce più deboli della cittadinanza da un disagio che diventa sempre più percettibile e trasversale e di fare la nostra parte, come enti locali, inserendosi nella grande rete territoriale che coinvolge l’Azienda sanitaria, le forze dell’ordine, le categorie economiche ed un mondo dell’associazionismo attento e sensibile”, ricorda Neri.
“In Toscana è attualmente vigente la legge regionale 57/2013 che sul tema lascia spazio agli enti locali per l’individuazione di ulteriori luoghi sensibili (oltre alle scuole, luoghi di culto, centri sportivi..). Anci ha quindi distribuito una bozza di regolamento comunale sul gioco lecito che aggiunge ai citati spazi anche i parchi pubblici, i locali di proprietà comunale e delle società partecipate, stazioni ferroviarie o terminal di autobus, sportelli bancari e ‘compro‐oro’ invitando ad aggiungerne altri, opportunamente motivati, ma che rappresentino specifici spazi aggregativi locali. Allo stesso modo Anci ha proposto la modifica della suddetta legge regionale 57/2013 introducendo l’obbligo di formazione
obbligatoria per gli esercenti, già prevista da alcuni ordinamenti regionali italiani, si ritiene infatti che il personale operante nel settore debba trovarsi preparato nel riconoscere l’insorgere la patologia, gli strumenti socio‐sanitari da attivare, e nel trattare situazioni di particolare pericolosità dovute anche ad altre forme di tossicodipendenza che il giocatore può manifestare”, conclude la responsabile di Anci Toscana.
Commenta su Facebook