Silvio Pigoli e’ un gestore di apparecchi da intrattenimento. Silvio e’ lombardo, e da ieri essere di questa regione vuol dire non poter lavorare, non poter sfidare, nonostante tutto, la grave crisi di questo momento. Vuol dire essere indifeso è impotente perché gli amministratori di questo territorio hanno deciso che sale giochi e slot sono attività rischiose, ovvero favoriscono la diffusione del COVID.

Silvio oggi ha scritto agli amministratori.

Ecco la sua lettera: “Ho aspettato una giornata prima di scrivervi per avere il tempo di metabolizzare le decisioni prese nella vostra ordinanza 620. Essendo la mia attività direttamente coinvolta, volevo essere il più obbiettivo possibile. Sono convinto che per uscire da questo dramma tutti dobbiamo fare dei sacrifici ma faccio fatica a capire con che criterio vengano prese certe decisioni. Siamo uno degli ultimi settori ad aver riaperto dopo il primo blocco, e va bene pazienza, ma adesso su quali basi scientifiche ci avete fermato?

A pensar male spesso ci si azzecca e credo che la scelta di fermare il nostro settore senza nemmeno una spiegazione plausibile sia quantomeno grottesca, posso stare ore ad un tavolo senza mascherina con molte persone, ma non posso trascorrere dei minuti in solitudine con mascherina davanti a una “slot machine”, come impropriamente da voi chiamate, per contenere la diffusione del virus?

Vorrei conoscere i nomi degli esperti che vi suggeriscono questi provvedimenti, siamo sicuri che abbiano almeno un titolo di studio inerente al contenimento della pandemia?

Con tanta amarezza e in attesa che vengano riconosciuti i diritti di noi scomodi invisibili”.

Silvio Pigoli