Le sale scommesse in Scozia stanno rischiando la perdita di posti di lavoro oltre che la chiusura per il crollo degli introiti a causa delle restrizioni “draconiane” imposte dal governo scozzese.

Per poter riaprire in sicurezza a causa della pandemia da COVID-19 ai bookmaker a nord del confine è stato imposto di rimuovere le sedie, spegnere le macchine da gioco e accettare di non mostrare le corse dal vivo.

Le misure, che sono molto più rigorose di quelle imposte in altre parti del Regno Unito, hanno allontanato gli utenti con conseguente crollo degli incassi.

Dopo aver riaperto il 29 giugno scorso, gli operatori scozzesi hanno registrato un calo del fatturato fino al 95% rispetto a prima del blocco.

Ciò significa che i 900 negozi di scommesse scozzesi, che impiegano 4.500 persone, sono attualmente in perdita – ponendo un enorme punto interrogativo sul loro futuro.

La scorsa settimana, il primo ministro Sturgeon ha dichiarato di voler far “ ripartire commerciare in modo più rapido possibile” ogni attività scozzese.

Michael Dugher, presidente de Betting and Gaming Council (BGC), ha dichiarato:

“I nostri membri avevano avvertito che le misure imposte non erano sostenibili.

Il governo scozzese sta rovinando la redditività di centinaia di negozi di scommesse in Scozia. I negozi si stanno preparando per le chiusure e ci sono migliaia di posti di lavoro in gioco a meno che Sturgeon non ci ripensi.

Aprire senza sedie o corse dal vivo mostra un completo fraintendimento di come funzionano le sale. I clienti non siedono per ore – a loro piace fare una scommessa e poi sedersi e guardare la corsa.”